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BertO40

22 ottime ragioni per raccontare #Berto40

Ho un elenco infinito di domande che non sono riuscita a fare, appunti sparsi da trasformare in un libro e una gran voglia di ricominciare. Perché dopo Berto40 c’è stato Berto41 e, soprattutto, 22 interviste messe nero su bianco che hanno raccontato la forza di un’azienda matura, consapevole e rivoluzionaria. Ognuna unica e speciale, come la persona con cui ho chiacchierato e che ha accettato di scavare nel passato (chi più remoto chi meno) per offrire la sua esperienza.
Mi chiamo Valentina e ho incontrato tutti i miei colleghi per scrivere le interviste #Berto40.

Nome: Valentina Sala

Professione: mi occupo di marketing e comunicazione

Segni particolari: tratto la memoria storica della BertO come il più prezioso dei divani.

Anni di attività alla BertO: 3Berto40 intervista Valentina Sala

Il primo ricordo che ho dell’azienda:
Anni fa (2011 forse) ho partecipato a un convegno dove presentavano un’azienda molto forte nell’ambito della comunicazione. Studiavo Comunicazione Aziendale all’epoca e quella era una bella opportunità per capire cosa realmente facessero le aziende brave oltre che finire nei testi universitari. Sul palco c’erano due persone, padre e figlio. Il Berto più grande tra i due si chiamava Fioravante ed ha preso la parola per primo (Filippo dice che suo padre non parlava mai ai convegni, ma posso smentirlo). Tranquillo, per nulla intimorito dalle 150 persone che aveva davanti, voce sicura e potente che arrivava perfettamente pulita e lineare fino all’ultima fila di spettatori. Ha presentato l’azienda con poche e semplici parole, creando nell’immaginario di chi ascoltava una solidissima cattedrale di bellezza, professionalità, competenza, consapevolezza e cultura. Poi ha passato la parola al Berto giovane, Filippo, che ha parlato di come la loro azienda avesse creato un ponte tra la Brianza e il mondo. Alcuni anni dopo ho avuto la possibilità di fare un’esperienza all’interno di quella stessa azienda e ho avuto la fortuna di entrare a farne parte. Ma il mio primo ricordo si chiama Fioravante Berto.

Quale elemento hanno in comune le interviste Berto40
Tutte le interviste spiegano perché questa azienda è speciale: c’è grande dedizione, cura per il proprio lavoro, rispetto per chi l’ha costruita, passione ed emozione.
Dalla prima intervista a Pier Luigi Pistore, passando da Giorgio Berto a King Flavio Cairoli e Maurizio Riva fino all’ultima intervista a Filippo Berto,  è salita l’attesa per il proprio turno. Incontravo i miei colleghi in produzione e mi chiedevano: “sei qui per l’intervista?”. Entusiasti di descrivere la Brianza degli gli ’60, ’70, ’80 e quella del mese scorso, un aneddoto si incastrava con l’altro diventando un flusso infinito di storie raccontate con grandi sorrisi, a volte sottovoce come se stessero confessando segreti mai svelati. Però erano tutti molto preparati: citavano le interviste di chi era venuto prima di loro, aggiungevano particolari alle storie altrui.

Cosa è cambiato dal 2013, da quando sono arrivata.
Il sito, tante volte.
In tre anni sono nati i servizi BertO Progetti, BertO Su Misura (in quarant’anni di attività ci sono sempre stati divani su misura o progetti d’arredo, ma dal 2013 sono diventati servizi a tutti gli effetti, con una loro collocazione ben precisa e la richiesta è aumentata. I miei colleghi l’hanno confermato in tutte le interviste).
Il Crowdcrafting credo sia stata un’altra grande novità. Il mio ingresso alla BertO è coinciso con l’inizio del progetto DivanoXManagua, quindi per me è automatico pensare che le porte del laboratorio siano aperte e che il proprio divano possa essere realizzato con la partecipazione diretta del cliente. Ho imparato molto di più di quanto avessi mai potuto immaginare. DivanoXmanagua è stata un’iniziativa incredibile, seguita da Sofa4Manhattan e non vedo l’ora di poter aggiungere alla lista tanti altri progetti di cui essere fiera.

Il mio divano preferito
Fino a pochi giorni fa sicuramente il divano Ribot in pelle. Ma nella mia lista dei desideri c’è anche il letto Sorbonne in lino verde bosco o grigio antracite. Non posso svelarlo ancora, ma il nuovo divano che verrà presentato a brevissimo ha vinto su tutti: comfort raffinatissimo, design moderno, accogliente e dettagli esclusivi che lo rendono molto speciale. Per una piccola anteprima, vi aspettiamo nello showroom di Meda.

Cosa vuol dire Berto40?
Un’opportunità grandissima per prendere 40 anni di esperienza, storie, personalità e metterle al servizio di qualcosa di nuovo. Saper rileggere il proprio passato e custodirlo, trasformarlo, innovarlo, farlo ancora più grande. Essere una BertO40 è un grande onore e una bella responsabilità. BertO40 per me è stata una scuola. Ascoltare tutto quello che i miei colleghi hanno raccontato, cercare di trasferire il loro entusiasmo, trattare con grande rispetto e delicatezza la loro urgenza di salvaguardata una visione del lavoro, uno stile di vita, una fotografia personale di ciò che li rappresenta. Ancora Oggi.
Berto40 sono Pierluigi Pistore, Fabio Asnaghi, Nicoletta Barni, Carlo Riva, Flavio Cairoli, Arianna Croci, Matelda Bedendi, Maurizio Riva, Elisa Novara, Marco Tragni, Emilia Pfeifer, Pier Luigi Pauletto, Ronnie Mazzoni, Fabio Mirabella, Serafina Gallo, Giovanna Pavan, Davide De Robertis, Mariann Komlosi, Cristina Silenzi, Carlo Alberto Rosso. Infine Carlo/Giorgio e Filippo Berto che ringrazio infinitamente.

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