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“Mobili con anima”. Il punto di vista di Yulia

Ho appena incontrato Yulia Falkova, la giovane e intraprendente direttrice dello showroom Berto a Chelyabinsk.

Ho avuto l’occasione di passare con lei qualche ora e ho approfittato per farle qualche domanda. Senza volerlo si è trasformata in una breve interista che ho il piacere di condividere con voi.

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Berto Salotti: Yulia, conosci Berto già da qualche tempo. Conosci l’azienda, i suoi protagonisti e i prodotti. A proposito di questo, c’è un modello Berto, tra tutti quelli presenti in catalogo, al quale ti senti più legata?

Yulia Falkova: non ho un modello preferito perché non esiste modello Berto che non ami! Quindi, la risposta è: tutti. Quando ho scoperto l’azienda , mi sono talmente innamorata dei divani, dei letti, dei tessuti e dei singoli cuscinetti che li avrei comprati tutti. Però, in casa mia non ci sarebbero mai stati tutti insieme. Quindi ho deciso di aprire uno showroom a Chelyabinsk. La mia scelta è ricaduta subito sulla poltrona Kingdom, il letto Cassandra e il divano letto a castello Due. Appena arrivati, mi sembravano pochi, così ho scelto praticamente tutta la nuova collezione. Se però vuoi sapere su quale divano mi siedo più spesso, allora ti rispondo: Time Break.

BS: Ormai sei parte del nostro team. Come ti immagini Berto, in Russia, tra 5 anni?

YF: Una cosa che mi piace di voi è che ci sono sempre sorprese. Quando vi ho incontrato la prima volta, non mi sarei mai immaginata la nascita di sofa4manhattan, l’esperienza a New York e il coinvolgimento che si è creato con le persone, sia del settore che semplici clienti o appassionati. C’è sempre qualche novità che ruota intorno a Berto, per questo mi è molto difficile prevedere cosa potrà succedere tra due anni.

BS: C’è qualcosa di Berto che vorresti portati in Russia?

YF: Che senso avrebbe il Made in Italy se mi portassi qualcosa di Berto in Russia? Il laboratorio Berto è tale perché è operativo qui, a Meda. Tutti i collaboratori italiani sono tali perché vivono il Made in Italy. Tutto è qui, in Brianza: l’idea, il prodotto, la tappezzeria, la competenza, la creatività e l’organizzazione. Se tutto il mondo Berto viene creato qui, perché dovrei portarmi qualcosa in Russia?

BS: Tu sei giovane e noi abbiamo una particolare esperienza di giovani imprenditori intraprendenti. 10 anni fa, Filippo Berto, inaugurò il blog Bertostory scrivendo un primo post che iniziava così:

“Mi piacciono i blog! Voglio il mio spazio quotidiano (tempo permettendo) per raccontare le mie giornate e il mio lavoro, non so se verrà letto ma per ora va bene così! Cominciamo!”. 

Noi consideriamo queste poche righe come una delle firme che Berto ancora oggi lascia in molto del suo operato. Quale firma ti piacerebbe lasciare?

YF:i mobili con l’anima“. Mi piacerebbe che, in Russia, Berto sia sinonimo di ANIMA-PASSIONE-AMORE. Per i russi sono molto più di tre parole, sono magia pura. Perché ordiniamo i mobili in Italia e non in Russia? Perché in ogni singolo divano, dettaglio, cucitura racconta la passione che solo voi siete in grado di materializzare. In tutto c’è l’attenzione per la qualità. Mi piacerebbe che i clienti, una volta entrati nello showroom di Chelyabinsk, capissero e sentissero quello che ho sentito io. Io lavoro solo con le aziende che amo.

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