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Brianza vs the World

Parlando di Brianza, artigianato, futuro: qualche spunto per la discussione.

Come diciamo sempre, ci piace essere aperti al dialogo, non solo quando abbiamo la fortuna di essere coinvolti in eventi pubblici, ma anche e soprattutto qui, sul nostro blog.
Ultimamente siamo stati sollecitati varie volte a raccontare e spiegare il nostro lavoro. Questa attenzione che ci ha lusingato moltissimo, e ci ha portato a riflettere per cercare di capire come raccontarci al meglio, pensando al futuro nostro e di chi lavora con noi, che – non dimentichiamolo – è l’intero distretto brianzolo.
Su questo, vi proponiamo sette spunti di discussione.
1.
Il web può essere un ponte tra la Brianza e il mondo.
Quando nel nostro showroom entra un cliente russo, o svedese, o svizzero, ci viene un po’ da chiederci… ma da dove arriva?
Poi ci ricordiamo che il web è un ponte con il mondo, che noi frequentiamo dal 2001. Questo approccio potrebbe fare del bene anche al nostro distretto: il web, opportunamente frequentato, ha la capacità di far incontrare le persone sul territorio.
2.
La qualità delle nostre produzioni artigianali ci rende interlocutori privilegiati a tutti i livelli.
La ritrosia nel proporsi che talvolta ha contraddistinto la Brianza non è giustificata a livello qualitativo, anzi: la qualità dei nostri prodotti ci premia in tutti i confronti.
Nelle conversazioni online, persone in tutto il mondo ricercano ed apprezzano l’artigianato brianzolo, dipende da noi prendere la parola e farci conoscere. Ancora una volta, il web è la frontiera di tutti i mercati.
3.
Ci vuole integrità tra prodotto, azienda, comunicazione.
Noi cerchiamo ogni giorno di imparare questa lezione: tutto è comunicazione, tutto è prodotto.
Rispondere ai contatti mail in tempo reale non fa parte dei fattori distintivi di un’azienda, quanto e forse più dei suoi prodotti?
A che serve fare il miglior divano del mondo se poi non si può sostituirvi un bottone in modo facile, sostenibile, accessibile?
4.
Occorre metterci la faccia.
Saranno i social network, sarà che si lavora 24 ore al giorno, sarà Google, ma a noi sembra che se non ci metti la faccia, oggi non sei più credibile.
Sono passati i tempi (e forse è una fortuna) in cui bastava scrivere “Made in Italy” o atteggiarsi a brand patinato.
Per noi, almeno, è premiante presentarsi in modo diretto e trasparente, ringraziare per il contatto su Facebook, dire al telefono “sono al suo servizio, le lascio il mio cellulare”.
Senza contare che non tutti posono permettersi questo atteggiamento di apertura e trasparenza… motivo in più per perseguirlo.
5.
Sperimentiamo, prepariamoci a cambiare.
Oggi non è come ieri, domani sarà diverso da oggi.
L’evoluzione della specie va accompagnata e favorita, addirittura cercata, a qualunque costo. E’ una fatica quotidiana, ma solo chi sa adattarsi sopravvive.
6.
La comunicazione è una delle colonne che tiene viva l’azienda.
Un atteggiamento di continua narrazione, la consapevolezza che ogni cosa comunica, a partire dal prodotto fino alla firma della mail, l’attenzione alle relazioni: notiamo che tutto questo è sempre più collegato, nella mente dei clienti, viene tutto riportato a una certa azienda, a un certo nome.
E poi, scusate lo scatto d’orgoglio, ma chi – al mondo – ha valori e tradizioni artigianali così belle e importanti? Concediamoci il piacere di raccontarle!
7.
Fare tutto come fossimo online.
Il tempo medio di permanenza su una pagina web è tra i 25 e i 60 secondi: cerchiamo di comportarci come se sapessimo sempre – in showroom, nelle consegne, nei contatti commerciali – che abbiamo pochi secondi per persuadere un cliente a sceglierci. Fa una bella differenza!

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