Se esiste un riconoscimento capace di raccontare l’evoluzione del design italiano – e in molti casi anche della società contemporanea – quello è il Compasso d’Oro ADI.
Ogni anno viene citato da designer, aziende, architetti e appassionati come uno dei traguardi più prestigiosi del settore.
Ma cosa rende davvero così importante questo premio? E perché entrare nell’ADI Design Index rappresenta già un riconoscimento enorme?
Per capire il valore del Compasso d’Oro bisogna partire da una cosa fondamentale: non si tratta semplicemente di un premio dedicato agli “oggetti belli”.
Il Compasso d’Oro premia idee, ricerca, innovazione e capacità di interpretare il cambiamento della società attraverso il progetto.

Cos’è il Compasso d’Oro ADI: storia, origini e significato
Il Compasso d’Oro nasce nel 1954 da un’intuizione di Gio Ponti, una delle figure più influenti della cultura progettuale italiana del Novecento.
L’obiettivo era ambizioso: valorizzare quei prodotti capaci di rappresentare un nuovo modo di realizzare, produrre e vivere il design italiano.
Inizialmente promosso da La Rinascente, il premio viene poi affidato all’ADI – Associazione per il Disegno Industriale – che dal 1958 ne cura l’organizzazione e la selezione, trasformandolo progressivamente nel riconoscimento più autorevole del design internazionale.

Ma il Compasso d’Oro non è semplicemente un premio.
È uno strumento attraverso cui leggere l’evoluzione della società contemporanea.
Nel corso di oltre settant’anni ha premiato prodotti che hanno cambiato il nostro modo di abitare gli spazi, lavorare, muoverci e relazionarci con gli oggetti quotidiani.
Molti dei pezzi oggi considerati icone assolute del design italiano sono passati proprio da qui: dalla Lettera 22 Olivetti alla Fiat 500, dalla Lampada Eclisse di Vico Magistretti fino alla Tolomeo di Artemide.
Oggetti che non si sono limitati a essere “belli”, ma che hanno introdotto nuove tecnologie, nuovi linguaggi estetici e nuovi comportamenti.
Perchè il Compasso d’Oro è chiamato l’Oscar del Design italiano?
Perché il Compasso d’Oro non premia soltanto il linguaggio estetico di un prodotto, ma la sua capacità di generare un impatto reale.
La selezione prende in considerazione innovazione tecnologica, sostenibilità, ergonomia, funzionalità, qualità produttiva, ricerca sui materiali ed esperienza d’uso.
In altre parole: il design non viene valutato solo per come appare, ma per ciò che riesce a cambiare nel modo in cui viviamo gli spazi e utilizziamo gli oggetti.
Come funziona la selezione: dall’ADI Design Index al premio finale

Ogni anno l’Osservatorio permanente del Design ADI analizza centinaia di progetti italiani appartenenti a settori molto diversi tra loro: arredo, illuminazione, mobilità, tecnologia, ricerca, food design e molto altro.
Solo alcuni prodotti vengono selezionati all’interno dell’ADI Design Index, la raccolta annuale che riunisce i progetti considerati più significativi del panorama contemporaneo.
Ed è proprio qui che avviene il primo grande passaggio: senza entrare nell’ADI Design Index non è possibile concorrere al Compasso d’Oro.
Solo chi entra all’Index potrà vincere il Compasso d’Oro.
ADI Design Index e Compasso d’Oro: qual è la differenza?
Spesso vengono confusi, ma rappresentano due momenti differenti.
L’ADI Design Index è la selezione annuale dei progetti ritenuti più rilevanti.
Il Compasso d’Oro è invece il riconoscimento finale assegnato solo ad alcuni di questi prodotti.
Essere selezionati nell’Index significa quindi ottenere già una validazione molto importante da parte del mondo del design.
Cosa significa oggi entrare nell’ADI Design Index: il Caso BertO IGGY

Per un brand, essere selezionati significa vedere riconosciuto non soltanto il prodotto finale, ma l’intero percorso di ricerca e sviluppo che lo ha reso possibile.
Per BertO, la selezione di IGGY nell’ADI Design Index 2025 rappresenta il riconoscimento di un lungo lavoro condiviso tra designer, prototipazione, ricerca tecnologica e cultura manifatturiera Made in Meda.
Un progetto nato per interpretare una nuova idea di comfort contemporaneo attraverso modularità, innovazione e sostenibilità.
Cosa deve avere un prodotto per essere selezionato al Compasso d’Oro?
Negli ultimi anni il concetto stesso di design è cambiato profondamente.
Oggi non basta più creare un prodotto esteticamente riconoscibile: serve una visione progettuale completa, capace di mettere insieme sostenibilità, innovazione, tecnologia, durata nel tempo e responsabilità produttiva.
Sempre di più vengono valorizzati progetti pensati per essere smontati, riparati, riconfigurati e riciclati.
IGGY di BertO: modularita, sostenibilita e Made in Meda
È proprio all’interno di questa nuova visione contemporanea che si inserisce anche IGGY, selezionato nell’ADI Design Index 2025.
Il progetto nasce da oltre 18 mesi di ricerca condivisa tra Castello Lagravinese Studio, Ufficio Tecnico e Ricerca & Sviluppo BertO, con l’obiettivo di ripensare il concetto stesso di modularità e comfort.
Tra gli elementi distintivi troviamo:
● sistema modulare composto da 25 elementi;
● innovativi snodi strutturali in Baydur;
● forme morbide e prive di rigidità lineari;
● componenti smontabili e riconfigurabili;
● approccio orientato ai principi dell’economia circolare.
Anche il packaging segue questa logica, grazie all’utilizzo di Eco Bag, sistemi riutilizzabili progettati per ridurre il consumo di plastica monouso durante il trasporto.
Chi viene premiato al Compasso d’Oro 2026: i vincitori della XXIX edizione

Il Compasso d’Oro non premia soltanto prodotti, ma anche aziende, designer e personalità che contribuiscono alla crescita della cultura progettuale italiana.
Esiste infatti anche il Compasso d’Oro alla carriera, assegnato a figure che hanno segnato la storia del design attraverso ricerca, manifattura e innovazione.
Anche quest’anno molti dei riconoscimenti assegnati confermano il ruolo centrale di Meda e della Brianza all’interno del panorama internazionale del design.
I vincitori del Compasso d’Oro XXIX edizione

Tra i progetti premiati di quest’anno troviamo:
● Array di Snøhetta per MDF Italia;
● The Glitch Camp dello IED – Istituto Europeo di Design;
● Trespolo di Giulio Iacchetti per Orografie.
Ed è proprio con Giulio Iacchetti che BertO ha sviluppato il progetto del divano Meda, nato come omaggio contemporaneo alla cultura manifatturiera del territorio brianzolo.
Il Compasso d’Oro alla carriera: i riconoscimenti 2026

Tra i riconoscimenti alla carriera emergono inoltre figure profondamente legate a questo distretto come Pietro Galimberti, Antonio Galimberti di Flexform e Paola Lenti.
Un segnale importante che dimostra come Meda continui ancora oggi a essere uno dei punti di riferimento internazionali per il design e la manifattura contemporanea.
Dove si può vedere il Compasso d’Oro: l’ADI Design Museum di Milano
Oggi la storia del premio vive all’interno dell’ADI Design Museum di Milano, dove vengono esposti prodotti premiati, selezioni storiche e progetti contemporanei.
Un luogo che racconta oltre settant’anni di evoluzione del design italiano attraverso oggetti, materiali, ricerca e innovazione.
Cosa rende davvero iconico un prodotto di design oggi?

Forse è proprio questa la domanda più interessante.
Oggi un prodotto entra nella storia del design solo quando riesce ad andare oltre la forma: quando interpreta un cambiamento reale nel modo di vivere delle persone.
Il Compasso d’Oro 2026 ci ricorda che il design italiano di qualità non è mai una questione di sola estetica, ma di ricerca, responsabilità e visione.
Valori che guidano ogni progetto BertO, dal divano IGGY selezionato nell’ADI Design Index 2025 fino alla tradizione manifatturiera di Meda.
E tu, quali caratteristiche pensi debba avere oggi un prodotto per diventare davvero iconico?
Se vuoi scoprire dal vivo il divano IGGY selezionato all’ADI Design Index 2025, ti aspettiamo nei nostri Showroom BertO!
