Nel 2006, quando YouTube era appena nato, viene caricato il primo video firmato BertO sul profilo personale di Filippo Berto. Non era una strategia né un’operazione di marketing: era semplicemente un modo nuovo per spiegare qualcosa a qualcuno.
Un telefono in mano, lo Showroom di Meda, una domanda concreta di un cliente.
Da quell’esperienza nasce, nel 2007, il Canale YouTube BertO, che oggi festeggia 19 anni.
Nel nuovo approfondimento dedicato all’anniversario, Filippo Berto ripercorre la nascita e l’evoluzione del canale, raccontando perché quella scelta “fuori tempo” continua a essere sorprendentemente attuale. E perché, ancora oggi, raccontare il design resta un atto culturale prima ancora che comunicativo.
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Filippo, torniamo all’inizio: perché aprire un Canale YouTube nel 2007?
«Non è stata una scelta strategica pianificata. In quegli anni eravamo fortemente attratti da tutto ciò che rappresentava innovazione, perché con l’arrivo di Internet il mondo, per la prima volta, ci appariva davvero accessibile anche a realtà come la nostra.
Fino ad allora, per comunicare e raggiungere le persone, esistevano solo canali tradizionali: riviste di settore, fiere, reti di agenti. L’emergere di nuove piattaforme digitali ci ha permesso di immaginare qualcosa che prima era semplicemente impensabile: parlare direttamente alle persone, senza intermediari.
YouTube era appena nato, non faceva ancora parte di Google, ed è entrato nella nostra storia in modo del tutto naturale. Una cliente che voleva acquistare online un pouf letto non riusciva a comprenderne il funzionamento dalle immagini o dalle spiegazioni telefoniche. Così abbiamo preso un semplice Nokia e abbiamo registrato un video in cui Maurizio, il direttore dello Showroom di Meda, mostrava come si apriva e si chiudeva.
Non stavamo “aprendo un canale”, stavamo semplicemente rispondendo a un’esigenza reale.»
Quel primo video oggi fa sorridere: cosa rappresenta per te?
«Rappresenta probabilmente uno dei contenuti più autentici che abbiamo mai realizzato.
Era tecnicamente imperfetto, con i rumori della strada, i cani che abbaiavano, i motorini che passavano, ma era vero.
Non c’era alcuna costruzione, nessuna intenzione comunicativa nel senso tradizionale del termine.
C’era solo la volontà di essere utili e di mostrare con semplicità ciò che sapevamo fare.Rivederlo oggi significa riconoscere l’origine di un approccio che non ci ha mai abbandonati: raccontare in modo trasparente, aprire le porte del laboratorio, mostrare le persone e il lavoro per quello che sono.
È cambiata la qualità tecnica dei video, ma quello spirito iniziale – genuino, diretto e profondamente umano – è rimasto il filo conduttore del Canale YouTube BertO fino a oggi.»
Quando hai capito che YouTube non era solo una sperimentazione?
«Ce ne siamo resi conto quando abbiamo iniziato a vedere l’impatto reale dei primi video.
Ricordo in particolare un contenuto dedicato al divano Chester, che per noi era già allora un prodotto importante: nel giro di poco tempo ha iniziato a totalizzare centinaia di migliaia di visualizzazioni da tutto il mondo.
In quel momento è stato chiaro che YouTube non era solo un esperimento tecnico, ma il mezzo capace di creare un ponte concreto tra il nostro piccolo laboratorio di Meda e le persone, ovunque si trovassero.
Per la prima volta non raccontavamo solo un prodotto finito, ma potevamo mostrare quello che eravamo davvero: le mani che lavoravano, il dietro le quinte, i processi, le scelte.Non avevamo altro se non la nostra competenza artigiana e la nostra identità, e YouTube ci ha permesso di renderle visibili. È lì che abbiamo capito che non stavamo semplicemente comunicando, ma costruendo qualcosa di molto più profondo.»
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In che modo il canale ha influenzato il modo di fare impresa in BertO?
«In modo radicale. YouTube ci ha insegnato a parlare direttamente con le persone, senza filtri e senza intermediari. Ma soprattutto ci ha insegnato ad ascoltare.
I commenti, le domande, le osservazioni ci hanno permesso di capire meglio i bisogni reali delle persone e di progettare non solo prodotti migliori, ma anche servizi ed esperienze più coerenti.
Da quel momento il nostro lavoro non è stato più solo raccontare, ma rispondere. Costruire relazioni. Far vivere un’esperienza memorabile, senza demandare questo compito a un rivenditore o a una rete commerciale distante da noi.
Raccontare pubblicamente ciò che fai ti obbliga a essere coerente, a migliorarti continuamente, a non nascondere nulla. Senza rendercene conto, attraverso il canale abbiamo iniziato a costruire lo spirito del brand BertO: un’identità autentica, non replicabile, fatta di persone, mani, storie reali.
Questo ha cambiato il nostro modo di fare impresa: da azienda siamo diventati un marchio che costruisce valore attraverso relazione, ascolto e significato.»
Oggi il canale parla molto di “perché”, non solo di prodotto. Come mai questa scelta?
«Il canale ha iniziato a parlare di “perché” in modo naturale, perché in realtà è sempre stato così anche dentro BertO. Ogni giorno, prima ancora di progettare o produrre, ci siamo sempre chiesti il senso di quello che stavamo facendo: se era coerente con la nostra identità e se fosse davvero utile e positivo per le persone.
Da questa riflessione è nato il programma Perché BertO: una serie di videopillole costruite attorno a una domanda che, in fondo, conteneva già la risposta.
Perché facciamo i divani in un certo modo? Perché utilizziamo determinate tecnologie? Perché crediamo nella filiera corta o nell’assenza di intermediari?
In quei video non parlavano “attori” o testimonial, ma le persone reali della produzione e del servizio, che mettevano la faccia e raccontavano il dietro le quinte. Quelle pillole sono diventate un pezzo fondamentale della nostra identità.Raccontare il perché, per noi, significa dare alle persone gli strumenti per capire e scegliere in modo consapevole, non limitarsi a mostrare un oggetto. E con il tempo, questo ha dato vita anche ai nostri Making Of.»
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Dopo 19 anni, cosa rende il Canale YouTube BertO diverso da un canale aziendale tradizionale?
«Il Canale YouTube BertO non è mai stato pensato come un canale promozionale. È, prima di tutto, un canale di racconto. Raccontiamo ciò che accade davvero: i progetti, i processi, le intuizioni, ma anche i momenti più delicati ed emozionali.
Nel tempo abbiamo condiviso il dietro le quinte di progetti importanti, dall’inizio alla fine, mostrando non solo il risultato ma anche il percorso. In alcuni casi, come in certi video di qualche anno fa, si percepiscono emozioni molto forti, legate alle persone, alla storia familiare, ai passaggi generazionali. Questo fa parte di BertO tanto quanto i prodotti.
Anche se oggi i mezzi sono cambiati e la qualità tecnica è cresciuta, lo spirito è rimasto lo stesso: accompagnare le persone dentro il nostro mondo, senza filtri. Raccontiamo errori, scelte, cambiamenti, perché crediamo che il design non sia solo estetica, ma cultura, responsabilità e relazione.»
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Guardando al futuro: che ruolo avrà YouTube per BertO nei prossimi anni?
«YouTube continuerà ad avere un ruolo centrale. Non sappiamo esattamente cosa succederà nei prossimi anni – la tecnologia evolve velocemente – ma sappiamo cosa vogliamo fare oggi: accompagnare le persone.
Quest’anno racconteremo ancora di più le case che arrediamo, i clienti, i making of, i progetti che nascono e prendono forma. YouTube ci accompagnerà anche in momenti importanti, come l’apertura della nuova Casa del Design.
Viviamo in un mondo pieno di immagini patinate e messaggi veloci. Noi vogliamo continuare a offrire profondità, tempo e contenuto.
Crediamo che il design abbia ancora bisogno di essere spiegato, raccontato e vissuto, perché riguarda la vita quotidiana delle persone. E YouTube resta, per noi, il luogo ideale per farlo.»
Grazie a chi oggi continua a seguirci e a scoprire con noi il vero Design Made in Meda.
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