Tavolo rotondo in legno massello Stiv: la novità della Collezione Dining BertO

Ci sono arredi che occupano uno spazio e altri che cambiano il modo in cui quello spazio viene vissuto. Stiv nasce da questa seconda idea.

Il nuovo tavolo rotondo in legno massello BertO, progettato da Castello Lagravinese Studio insieme al reparto Ricerca e Sviluppo BertO, mette al centro della zona dining le persone, la materia e una lavorazione del legno capace di unire tecnologia e competenza manifatturiera.

La forma rotonda non è soltanto una scelta estetica. Elimina gerarchie e lati privilegiati, riduce le distanze e crea uno spazio continuo nel quale ogni posizione partecipa allo stesso modo alla conversazione.

È da questa idea di convivialità che prende forma Stiv.

Perché scegliere un tavolo rotondo per la zona dining?

Il tavolo determina buona parte del modo in cui viene organizzata e vissuta la zona dining.

Nel caso di un tavolo rotondo, l’assenza di lati e capotavola modifica immediatamente la relazione tra le persone.
Ogni seduta guarda naturalmente verso il centro, le distanze diventano più uniformi e la conversazione può svilupparsi in maniera più spontanea.

Con Stiv questa caratteristica diventa parte integrante del progetto: il tavolo non organizza semplicemente le persone intorno a sé, ma contribuisce ad avvicinarle.

Una scelta particolarmente interessante anche dal punto di vista progettuale, perché la geometria circolare permette di costruire composizioni fluide e di lavorare in maniera differente sulla percezione dello spazio circostante.

Stiv: il tavolo in legno massello costruito intorno al concetto della leggerezza

La vera identità di Stiv emerge osservandone la base.

Le gambe sagomate e inclinate in legno massello convergono verso il centro, dando origine a una struttura che appare dinamica e leggera pur mantenendo la solidità necessaria a sostenere il piano. La particolare geometria permette di distribuire efficacemente il peso e, contemporaneamente, di ridurre l’ingombro visivo della struttura.

Il risultato è un equilibrio tra due caratteristiche apparentemente opposte: Stiv ha una presenza importante, ma non appesantisce lo spazio.

Il tavolo è disponibile in rovere naturale o tinto nero e in noce Canaletto naturale o Dark Oil, permettendo alla struttura di assumere caratteri differenti in relazione al progetto d’interni.

Legno, vetro, travertino e marmo: cambia il materiale, cambia Stiv

Alla struttura in legno massello si affianca una selezione di piani che permette di modificare profondamente la percezione del tavolo.

Il vetro fumé bisellato lascia emergere il disegno della base, riflette la luce e accentua la sensazione di leggerezza della composizione.
Con il travertino Bronzo, Stiv acquista invece una presenza più intensa e materica; il travertino Romano restituisce una percezione più luminosa e naturale.

A queste possibilità si aggiungono i marmi della Collezione BertO, coordinabili con le altre finiture del progetto.

Non cambia quindi soltanto il colore del tavolo. Cambiano il rapporto con la luce, la percezione dei volumi e il dialogo tra Stiv e gli altri materiali presenti nell’ambiente.

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Tecnologia CNC e lavorazione Made in Meda

Dietro le forme apparentemente semplici di Stiv c’è un processo produttivo complesso.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Castello Lagravinese Studio e il reparto Ricerca e Sviluppo BertO, che hanno lavorato sulla struttura per raggiungere l’equilibrio tra leggerezza visiva, geometria e solidità.

La lavorazione del legno massello inizia attraverso tecnologie CNC a cinque assi, necessarie per ottenere con precisione le geometrie complesse delle gambe.

Alla tecnologia segue il lavoro degli ebanisti. La levigatura manuale interviene sulle superfici fino a ottenere un legno liscio e piacevole al tatto, mentre il controllo di ogni elemento completa il processo produttivo.

È proprio l’incontro tra precisione tecnologica e intervento manuale a definire uno degli aspetti più importanti di Stiv: la struttura non viene nascosta sotto il piano, ma diventa protagonista del progetto.

Due dimensioni per progettare proporzioni differenti

Stiv è disponibile in due diametri:

● Ø 120 cm
●
Ø 140 cm

Le due dimensioni consentono di inserire il tavolo in ambienti con proporzioni differenti mantenendo l’equilibrio tra piano, basamento e spazio circostante.

La scelta del diametro diventa quindi parte del progetto della zona dining e deve tenere conto non soltanto del numero di sedute desiderato, ma anche delle distanze, dei percorsi e della relazione con gli altri elementi presenti nell’ambiente.

Quali sedie abbinare al tavolo Stiv?

Attorno a Stiv è possibile costruire una zona dining completamente coordinata attraverso le sedie della Collezione BertO.

Joan, rivestibile nelle pelli e nei tessuti della Collezione, permette di lavorare sulla continuità tra comfort, colore e finiture del legno.
Cherie introduce invece la presenza della Paglia di Vienna, creando un ulteriore dialogo materico con la struttura di Stiv.

A queste si aggiungono Jackie e Jackie Wood, anch’esse configurabili con rivestimenti in pelle o tessuto.

Le essenze disponibili permettono di coordinare le sedute alla base del tavolo scegliendo tra rovere naturale, rovere tinto nero, noce Canaletto naturale e noce Canaletto Dark Oil.

Il risultato non è semplicemente l’accostamento tra un tavolo e alcune sedie, ma la possibilità di costruire un progetto dining coerente nelle proporzioni, nei materiali e nelle finiture.

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Stiv racconta un modo preciso di intendere il tavolo: un luogo intorno al quale le persone si incontrano, costruito attraverso il legno massello e personalizzabile attraverso materiali capaci di cambiarne profondamente l’identità.

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