Arrossire. Una parola d’altri tempi e parte del nostro Spirito (del 74).

Altri tempi, quel 1974 in cui i nostri fondatori hanno espresso la loro volontà di investire il loro talento in una Ditta con il loro nome.

In quei tempi, quasi 50 anni fa, nasceva la BertO, e molte cose erano diverse.
In generale, l’atteggiamento personale non conosceva ancora l’invasività dei social network, forse si faceva più fatica ad esprimersi, c’erano meno modi per farlo.

Oggi siamo tutti abituati a “metterci in mostra”, un’abitudine che certamente ci ha regalato il Web, con tutti i suoi esempi, buoni e meno buoni.

Di fatto, può apparire più semplice, oggi, attirare l’attenzione di qualcuno.

Dal punto di vista del nostro lavoro quotidiano, cerchiamo tuttora di trarre ispirazione da quel nucleo originario di grandissima energia e volontà che hanno messo in campo, a Meda dal 1974 in poi, Fioravantente e Carlo Berto, i nostri fondatori.

Anche in aspetti legati alle attitudini personali… come vedremo tra poco.

A loro, abbiamo dedicato il libro “Lo Spirito del 74 – 74 parole per vivere felicemente la passione per il proprio lavoro“.

Perché tantissime cose provenienti da quell’epoca, da quelle giornate, da quello stile di lavoro e di vita, continuano a far parte della nostra epoca, delle nostre giornate, e – sì – anche delle nostre vite.

Uno di questi concetti (ne abbiamo individuati 74, in omaggio alla mitica data), è riportato a pagina 11 del libro, ed ha a che fare con l’attitudine personale di ognuno di noi, sul lavoro e nello stile di vita.

Mentre siamo un po’ tutti vittime della nostra stessa vanità, e quindi spinti a mostrarci competenti e sicuri di noi stessi, quella pagina del libro ci ricorda che… la timidezza che accompagna uno stato d’animo è qualcosa di prezioso, a cui riservare attenzione.

Se vi state chiedendo qual è la parola pubblicata a pagina 11, eccola:

Arrossire

La capacità di vergognarsi, di avere un pudore, di andare nel fuori gioco delle emozioni, anche questo conta… e pazienza se si diventa rossi.

Perché lo spirito con cui ha sempre lavorato e tuttora lavora la nostra azienda, porta l’attenzione sul diventare rossi?

La risposta è semplice, per chi non ha paura di mostrare sincerità.

Perché quando si lavora, spesso e volentieri si sbaglia.
Perché negarlo?
Per quanto ci si sforzi – e noi in BertO ci sforziamo davvero tanto, tutti – è inevitabile che arrivi il momento in cui si debba ammettere, davanti al collega, al cliente, a se stessi:

Ho fatto una stupidata. Ho preso un granchio. Non ho capito nulla.
E allora, a quel punto, come reagire?

Ecco, se la reazione è onesta, costruttiva, rispettosa del lavoro degli altri, probabilmente si finisce per arrossire, mentre si riconosce il proprio passo falso.

Ma – come ci hanno insegnato i nostri fondatori – è meglio sbagliare e arrossire, perché stai ammettendo il tuo errore e quindi lo stai superando, che non sbagliare e far finta di nulla, lasciando quindi tutto com’è, solo peggiorato da un errore nascosto e qualcuno troppo vanitoso per ammetterlo.

Cerchiamo di non dimenticare mai che gli errori e la capacità di imparare da essi è uno dei più forti fattori evolutivi, sia di una persona sia di un’azienda.

E, come dice il libro, pazienza se per farlo… tocca arrossire un po’!

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