Intervista a Eugenio Massetti, ospite a BertO Brescia 25/11

L’evento di presentazione del libro “Spirito del 74 – 74 parole per vivere felicemente la passione per il proprio lavoro” sarà un evento di un certo peso, per molti motivi.

Oltre ad essere la prima “uscita ufficiale” sulla scena cittadina del nostro nuovissimo Showroom bresciano di Borgo Wührer, vi è infatti una presenza istituzionale rilevante, una persona che sa interpretare in modo dinamico il proprio ruolo nell’ambito della carica che ricopre.

Parliamo del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Orientale Eugenio Massetti.

Nell’ambiente imprenditoriale bresciano è molto conosciuto e non ha bisogno di presentazioni; per coloro che invece non hanno ancora avuto modo di conoscerlo, proviamo a farvi capire che tipo è con una breve intervista.

Si tratta di un “piccolo assaggio” dei temi che affronteremo insieme, nella serata del 25. 
 
E grazie dott. Massetti per la sua disponibilità!

Aziende artigiane e territorio bresciano: qual è il panorama, visto dall’istituzione Confartigianato?

Un territorio ricco di imprese e di storia, dalle indiscusse capacità imprenditoriali e di aziende capace di aprirsi al mondo e conquistarlo, ma soprattutto in grado di rinnovarsi e reinventarsi, anche alla luce della crisi economica che l’ha certamente colpito, ma non abbattuto. Un variegato mondo imprenditoriale che conta ancora 33.713 imprese artigiane e di queste 5.351 imprese a guida femminile (il 15,8%), 3.490 imprese giovanili e 4.869 a guida straniera, oltre alle 2.841 imprese digitali. Imprese fortemente radicate sul territorio, ma capaci di numeri impressionanti a livello di export (oltre 16miliardi di export nel 2018) che hanno permesso di continuare a crescere ed investire qui.La nostra organizzazione ci permette questo punto di osservazione privilegiato: Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale è la più rappresentativa della provincia con oltre 15mila associati e, ogni giorno, grazie a 15 uffici coordinati dalla sede centrale di via Orzinuovi a Brescia offriamo il supporto e i servizi per soddisfare al meglio le esigenze delle nostre imprese. 

Siamo in un momento particolare dell’economia, tra settori che trainano e comparti che soffrono. A Brescia si traina o si soffre?

I dati relativi alla produzione del terzo trimestre del 2019 hanno fatto registrare una tenuta positiva che, se da un lato accogliamo come una buona notizia, dall’altro va collocata attentamente nel contesto temporale e geografico. Va considerato infatti che si tratta di una anomalia, in un’Italia che continua ad avere dati negativi e in uno scenario internazionale non certo incoraggiante – basti pensare alla crisi della manifattura tedesca e alla guerra dei dazi. E inoltre, allargando lo sguardo alla media dei tre trimestri, risulta evidente uno spiccato rallentamento rispetto al 2018, che spiega anche le aspettative degli imprenditori artigiani, ancora negative. Segnali come la diminuzione degli ordini sul mercato interno, dove le nostre imprese sono prevalentemente presenti, insieme alla frenata di un comparto chiave quale la meccanica, ci spingono a ragionare in modo obiettivo e razionale restando costantemente in allerta. Non ci spaventa solo il livello di troppo bassa crescita, ormai conclamata, ma più in generale il clima di sfiducia e la mancanza di una politica che abbia una voce sola e compatta a favore delle imprese e, più in generale, di lavoro e occupazione. Quello di cui tutte le microimprese e le Pmi italiane hanno bisogno è stabilità e slancio all’iniziativa economica. Il tutto deve e può avvenire solo ponendo le realtà imprenditoriali di piccole dimensioni e in particolare l’artigianato, al centro delle strategie.

“Artigiano” è un termine che cambia con l’evolversi dei tempi. Gli artigiani con i capelli bianchi sono ben diversi dai giovani hipster con le stampanti 3D… la sensazione è che ci sia più di una generazione tra loro. La tecnologia aiuta o divide il succedersi delle generazioni?

Emerge crescente anche da indagini condotte tra i nostri associati e più di quanto si creda una sempre maggiore conoscenza di Impresa 4.0 e il dato non ci sorprende: siamo da sempre convinti che all’interno del mondo artigiano coesistano tradizione ed innovazione. Il nostro impegno quotidiano è proprio quello di accompagnare le nostre imprese nel costruire le condizioni abilitanti per continuare a essere competitive in un contesto per molti versi nuovo e certamente ricco di sfide. Lo facciamo innanzitutto cercando di diffondere la conoscenza sulle opportunità a loro riservate, attraverso la proposta di percorsi di formazione dedicati, aiutandole a coglierle concretamente i vantaggi. Attraverso l’uso della tecnologia digitale, della rete internet e dei social network più importanti, il Made in Italy artigiano sta vedendo una nuova rinascita: riscoperto e rivalutato, riesce ad uscire da una visibilità locale e affacciarsi al mercato globale.

Siamo nel mondo del Design, punto forte del Made in Italy. Gli artigiani come si rapportano a questo fenomeno globale?

In Italia, c’è ancora grande valore nel lavoro manuale, legato a una creatività personale, a  passione e a una alta competenza tecnica ed artistica. L’artigiano di oggi, è una figura che ha saputo legarsi al design, alle nuove tendenze e ai nuovi gusti, apportando il suo saper fare insostituibile ai cambiamenti che ci hanno accompagnato. Le attività dell’artigianato, in particolar modo di quello artistico, richiedono tecniche di lavorazione manuale ad alto livello tecnico e professionale, anche con l’ausilio di apparecchiature rimanendo nel pezzo unico e rigettando processi di lavorazione effettuati interamente in serie. Le eccellenze del Made in Italy rappresentano il nostro vantaggio competitivo in una serie di campi, dal manifatturiero all’alimentare: dal design, alla moda. Prodotti che ci invidiano nel mondo e cghe possono ancora domani essere il valore aggiunto vincente contro qualsiasi concorrenza.

Chi si può definire artigiano oggi, a Brescia?

A fianco alla tradizionale figura dell’artigiano, oggi ne emerge una nuova che usa le tecnologie digitali e i nuovi mezzi di comunicazione, sia per offrire servizi e visibilità alla classe artigiana tradizionale che per creare fisicamente design e artigianato. Una nuova realtà produttiva, fatta dagli artigiani digitali che sembra abbiano finalmente conquistato la centralità di questo mondo del saper fare, rivalutando storia, cultura e tradizioni riportandole al presente.

In futuro avremo più o meno artigianato nel lavoro?

Sinonimo di creatività, flessibilità, personalizzazione l’artigiano è il protagonista dell’innovazione purché caratterizzata dalla componente umana e sociale, ancora prima che tecnologica. Se pensiamo che il settore dell’artigianato, in Italia, conta più di un milione di aziende, pari a circa il 30% del totale nazionale, con una netta prevalenza delle microimprese: più del 95% delle imprese artigiane occupa meno di 10 addetti, mentre poco meno dell’80% degli addetti del settore, lavora presso imprese che contano meno di 10 addetti, possiamo con orgoglio confermare che sicuramente c’è futuro, anzi c’è bisogno di più artigianato, anche in futuro.

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