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BertO40

Berto40: Pierluigi, il sarto che impara ogni giorno.

Con questo post continuiamo i festeggiamenti BertO40 raccontandovi, uno per uno, chi ha permesso di compiere un’impresa eroica: averci portato a festeggiare 40 anni di attività.

Nome: Pierluigi Pistore

Professione: Tappezziere e sarto tagliatore.

Segni particolari: a parte il cucito, ho fatto tutto.

Anni di attività alla BertO: 33 (qui Luigi alla premiazione “Brianza Economica” al raggiungimento dei 28 anni di attività).

Pierluigi Pistore

La lavorazione più bella che tu abbia mai fatto?
Una decina di anni fa dovevamo realizzare un letto che non ho mai più visto fare. Era un modello simile al letto Nike, ma con una testata grandissima, la gomma era stata sagomata per creare un effetto trapuntato e morbido. Al posto di essere cucito, ogni pezzo di stoffa era stato piegato e incollato. Un lavoro faticoso, lo ricordo ancora. Ma alla fine era talmente grande e bella che l’ho anche fotografata.

Ti ricordi questa foto? Cosa stavi facendo?

Avevo ancora i capelli (ride).

Era la metà degli anni ’90, credo. Facevo ancora il tappezziere. Ero in laboratorio, stavo disfando una poltrona antica per un servizio di rifacimento e restauro. Infatti, una volta ripulita dalla stoffa vecchia, il crine e rimosso il molleggio, la struttura è stata interamente restaurata. Non l’ho conclusa io, questo lo ricordo. All’epoca mi occupavo del moderno e dello sfoderabile. Gli anni ’90 erano “anni sfoderabili”.

Sartoria BertO - Pierluigi Pistore

Cosa ti piaceva del lavoro di allora?

C’era sicuramente un modo di lavorare più tranquillo, perchè si facevano cose completamente diverse. Lavorare sullo “standard” significava sapere in partenza quasi sempre cosa fare. Era più veloce lavorare allora. Oggi invece devi sempre provare, fare, disfare. Con i tempi di taglio di un divano, allora ne preparavo 5 o 6. Oggi sono sempre con il metro.

Cosa ti piace invece del lavoro di oggi?

Il lavoro di oggi continua a costruire la persona e l’artigiano: non faccio mai lavori uguali. E’ un modo di lavorare che aumenta la mia manualità, costantemente. E’ come se iniziassi a lavorare ogni giorno da zero. Ogni lavoro è simile, ma mai uguale. Ogni pezzo è unico.

Devo sempre tenere presente e valutare l’elasticità e la tenuta di ogni fibra.

Per esempio, per realizzare tre sedie uguali per dimensione, ma una rivestita in pelle, una in microfibra e una in lino, non posso utilizzare la dima e tagliare i tessuti della stessa dimensione. La pelle sarà della stessa misura della dima, ma il lino risponde diversamente perchè tende a cedere più della microfibra, che invece ha più tenuta. Il primo lo taglierò di qualche millimetro in meno, mentre la seconda la lascerò più abbondante. E’ questione di millimetri o pochi centimetri. Anche da questo capisci la qualità di un prodotto.

Pierluigi Pistore

Quale rivestimento ti piace lavorare di più?

Preferisco i tessuti. La collezione Lior (lino e cotone a trama fine) e la Bower (cotone, lino viscosa a trama grossa) piacciono molto in questo periodo, e lo capisco perchè piacciono anche a me.

Nel reparto taglio, oltre ai tessuti, ci sono tutte le dime che la storia della tappezzeria sartoriale BertO ha prodotto.

Le dime. Un rapporto di odio e amore. Oggi le scelgo ad occhi chiusi e so già a quale divano si riferiscono. Ma all’inizio impazzivo. Ogni divano ne ha mille.

Qual è il tuo modello preferito?

Il divano Condor. Quando sono arrivato qui 33 anni fa era già in produzione. E’ più vecchio di me eppure è un divano meraviglioso.

 

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