Università Cattolica e Hackathon BertO, ovvero: imparare dai giovani. Grazie per la meravigliosa lezione!

Periodicamente, sui media e sui social, i giovani sono vittime di attacchi generazionali di vari tipi.

Il più famoso è sintetizzato in una parola: “Bamboccioni”.

Rifuggiamo sempre da qualsiasi generalizzazione, in tutti i campi e verso chiunque, ma oggi abbiamo un motivo in più – e molto concreto – per rifiutare l’accondiscendente giudizio poco lusinghiero che molti hanno riguardo chi è oggi è in quella fase della vita che si chiama “giovinezza”.

Filippo Berto con gli studenti dell'Università Cattolica di Milano per l'Hackathon BertO

Il motivo di tutto questo ci è stato offerto dal gentile e super-competente professor Covassi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel momento in cui ha lanciato ai suoi studenti un’idea, assolutamente meravigliosa, che si chiama Hackathon BertO.

(Chi è familiare con il mondo dell’innovazione tecnologica saprà che si definisce “Hackathon” un evento – in genere molto breve e intenso, come ad esempio 3 giorni e 2 notti – in cui viene lanciata una sfida su un tema, normalmente tecnico-informatico, a un piccolo gruppo selezionato di soggetti particolarmente competenti; quello che è successo in Cattolica con il prof. Covassi è una sfida analoga, ma sul territorio del marketing).

E qui sorgono spontanee alcune domande:

1- Ma quanto abbiamo da imparare, noi aziende, dal mondo di chi insegna e fa cultura, chiusi come siamo nelle nostre agende operative?

2- L’abitudine è di lamentarsi che i giovani non imparano… ma abbiamo mai provato a imparare noi da loro?

3- La nostra risposta, dopo l’esperienza dell’Hackathon BertO della Cattolica è: dovremmo.

Gli studenti dell'Università Cattolica di Milano per l'Hackathon BertO

Sono riflessioni che vengono naturali dopo aver visto i frutti del lavoro svolto degli studenti del prof. Covassi.

Una performance eccezionale a tutti i livelli: strategicamente e operativamente parlando.

Il briefing da parte nostra è stato – volutamente – “normale”, di quelli che consideriamo di routine, legato a una nuova collezione di complementi d’arredo.

Cosa che, ovviamente, succede periodicamente nel nostro iter lavorativo: ogni stagione vede nascere una nuova collezione, ed ogni volta si pone il problema della valorizzazione delle nuove proposte, in termini di marketing.

Insieme al prof. Covassi, abbiamo lanciato agli studenti – nell’ambito dell’Hackathon – la sfida di ideare una campagna di marketing, in sintonia con i valori della marca, con l’obiettivo di lanciare la nuova collezione.

Detta così suona come la più normale delle attività, di quelle che chi lavora nel mondo del marketing si ritrova sotto gli occhi quasi ogni giorno.

Ebbene: occorre vedere i risultati del lavoro di queste ragazze e ragazzi per ricredersi totalmente su quanto di nuovo si possa fare, semplicemente guardando ai nostri problemi con occhi freschi e menti sgombre da abitudini e prassi consolidate!

Ci sentiamo quindi di esprimere profonda gratitudine a questi studenti: nell’intento di apprendere, in realtà hanno insegnato – loro a noi – una meravigliosa lezione.

Cercheremo di farne tesoro, ricordando sempre come la forza delle nuove generazioni – se ben sollecitata, se opportunamente motivata, se messa in condizione di esprimersi – sia la più grande risorsa, non solo della società in generale, ma anche dell’ecosistema economico-imprenditoriale.

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