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vanessa4newcraft da oggi è anche un video!

Non è stato facile realizzare il video di vanessa4newcraft perché tutto quello che è successo il 7 giugno ha superato qualsiasi nostra aspettativa. E’ stato grande, emozionante, prezioso. Quindi grazie ancora ai crowdcrafter ma soprattutto a Mauro, Alessandro, Fabrizio e Piero per aver realizzato questo video.

Quello che è successo, dal nostro ingresso alla Fabbrica del Vapore fino all’ultimo dettaglio, è stato unico, irripetibile: la solennità della mostra New Craft, dove si sono svolti i lavori, che ci ha trasformati in guerrieri del capitonné inaspettatamente silenziosi senza che ce ne rendessimo conto, la fatica di lavorare con 40° C, la voglia di arrivare fino in fondo, la sorpresa e l’incontro con tante persone: insieme abbiamo accarezzato il rivestimento in denim, gli abbiamo dato una forma. Abbiamo seguito passo passo King Flavio affiancandolo e diventando tappezzieri per un giorno.

Il materiale raccolto per realizzare questo video era tantissimo tanto da montare un crowdcrafting movie. Ne siamo certi, ci saranno altre sorprese, altre testimonianze e a breve ne vedrete delle belle.

Abbiamo deciso di raccontarvi quello che è successo, dalle prime ore della mattina all’escalation della fine, con il contributo di ogni singola persona che ha partecipato, il passaggio di un attrezzo, un sorriso, una chiave di lettura sulla giornata, una riflessione sul sistema manifatturiero, la voglia di esserci e di provare, il senso di appartenenza a un’azienda.

Ci auguriamo che, rivedendolo, possiate provare la stessa cosa che sentiamo noi.
Grazie a tutti!

 

Think out of the box: l’insegnamento di Roberto Bonzio dopo la serata a Meda.

Quello che ieri ha accolto Roberto Bonzio con Italiani di Frontiera è stato un pubblico davvero speciale.

Roberto Bonzio presenta Italiani di frontiera a meda da Berto salotti

Settanta persone, in Brianza, un giovedì sera, alla presentazione di un libro. I nostri collaboratori, imprenditori, fornitori, amici, istituzioni e giovanissimi spettatori in prima fila: tutti rapiti da personaggi che sembrano costruiti per popolare le favole più avventurose, invece talmente reali da aver cambiato il mondo.

Settanta persone e un grande insegnamento: “think out of the box”, perché innovatori si diventa.

Grazie Roberto!

Roberto Bonzio a Meda con Italiani di Frontiera

Lo abbiamo incontrato diverse volte in questi anni, si è guadagnato a gran merito il soprannome di “moderno Cantastorie”, ci siamo lasciati trascinare dalla sua sensibile capacità di coinvolgimento, dalla bravura con cui passa da una storia ad un’altra e dall’abilità grazie alla quale riesce a farti immedesimare in molte delle storie che racconta. 

Roberto Bonzio arriva a Meda con il suo progetto Italiani di Frontiera e sarà ospite di #BertoPresenta giovedì 23 giugno alle 19.00. In attesa di incontrarlo giovedì, gli abbiamo fatto qualche domanda.

Roberto Bonzio con Italiani di Frontiera nello showroom berto di meda

Il libro fa parte di un progetto più ampio. Una piccola presentazione, per non dare nulla per scontato?

Beh Italiani di Frontiera è nato quasi per caso. L’idea di voler trascorrere un periodo negli USA con famiglia in aspettativa, investendo energie e risparmi sul futuro dei figli all’epoca teenagers, un’esperienza faidate che se è stata preziosa per loro e mia moglie, ha avuto un effetto terremoto sulla mia vita, personale e professionale.
Da decine di interviste, incontri e storie, poteva anche nascere un blog e basta, magari un libro che raccogliesse tutto. Invece Italiani di Frontiera è diventato un progetto multimediale per il quale (nell’Italia del 2011!) ho lasciato il posto fisso dopo una carriera in redazione (Il Gazzettino, Il Giorno, Agenzia Reuters).
Perché la forza di queste storie ha avuto un effetto dirompente, inaspettato, quando ho sperimentato una formula di racconto multimediale, storytelling con immagini e musica. Che in qualche modo rispondono a un bisogno quasi “disperato” che avverto girando l’Italia: infondere ottimismo, orgoglio e visione positiva sul futuro, nostro e dei nostri ragazzi, in una prospettiva globale.
Perché conoscere gli italiani di Silicon Valley, quelli di ieri sulla frontiera del West, ci aiuta ad essere più fiduciosi, a non temere il rischio di mettersi in gioco, a capire, attraverso storie d’oltreoceano, cosa abbiamo di prezioso e cosa dobbiamo cambiare in patria, per valorizzare l’immenso talento di tanti connazionali.

Il libro ha avuto un grande successo. Cos’è cambiato dalla prima presentazione ad oggi?

Prima cosa, la soddisfazione di scoprire che il libro cammina con le proprie gambe, apprezzato anche da chi non ha mai visto uno dei miei racconti dal vivo. E questo mi preoccupava: riuscirò a mantenere l’impatto emotivo delle presentazioni dal vivo in un libro? Che non è una raccolta di storie ma le racconta seguendo il filo della nostra, di storia: una famiglia che parte e non sa bene cosa troverà, poi passa di scoperta in scoperta… in un’avventura insolita, da Sesto San Giovanni a Palo Alto, California.
Da quella prima presentazione, oggi almeno 16mila persone hanno seguito gli storytelling Italiani di Frontiera in grandi eventi in tutt’Italia e all’estero. Ma soprattutto, la forza e l’empatia di queste storie, ha consolidato un network di persone straordinarie. IdF mi fa conoscere, scoprire e incrociare fra loro italiani eccezionali, di ogni età e settore, che riconoscendosi nei valori di questo progetto fanno squadra. Con un potenziale ancora tutto da scoprire

Una piccola definizione di “frontiera”?

E’ la linea che definisce un limite. Molti, troppi oggi l’interpretano come una barriera che deve proteggere la nostra identità. Io la considero invece come un limite che ci impone una sfida: tentare sempre di andare al di là, alzando l’asticella. Questo richiede coraggio ma anche fantasia e creatività. Nel mio caso, è stata proprio la curiosità che mi ha fatto incrociare storie e personaggi di due frontiere diverse: quella dell’innovazione, a Silicon Valley, quella geografica di ieri nel West. E’ stata la mossa giusta. Perché ha spostato alla fine il concetto di frontiera, come qualcosa che non è fuori ma… dentro. Immaginare oggi il futuro, percorrere ieri territori sconosciuti e inesplorati, ha chiesto a innovatori ed esploratori di superare prima di tutto una barriera culturale, nella testa: la certezza che oltre a quel che conosciamo c’è sempre un mondo da scoprire. E questa ricerca, che richiede coraggio, tenacia, curiosità, secondo me ci fa capire davvero chi siamo. E ci rende migliori.

Esiste una storia che non hai ancora incontrato e che ti piacerebbe raccontare?

Spero che oggi già ci siano ragazzi che ispirati dalle storie di Italiani di Frontiera affrontano con più coraggio e fiducia il loro percorso, di studenti, imprenditori, innovatori. Sogno in futuro di poter raccontare di qualcuno di loro che cogliendo l’importanza della narrazione, delle storie per ispirare gli altri, si metta in gioco decidendo di diventare lui stesso un narratore, con strumenti, modalità e visione più innovativi dei miei. Sarebbe una bellissima storia di passaggio di testimone…

Grazie Roberto, ci vediamo giovedì a Meda.

Roberto Bonzio autore del progetto Italiani di Frontiera

Roberto Bonzio Italiani di frontiera

08/04/14 – Treviso – ventennale dell’università Ca’ foscari a treviso – teatro Mario del Monaco e Casa dei Carraresi
©Marco Sabadin/Vision

Roberto Bonzio tour Italiani di Frontiera

Trecentosei mani. Una vanessa4newcraft.

7 giugno 2016. Una giornata che ricorderemo per sempre.

Ore 7.00: ritrovo in laboratorio per recuperare gli ultimi attrezzi, caricarli velocemente sul furgone e imbattersi nel traffico della Milano-Meda. Presenti KingFlavio e Filippo Berto.

Ore 7.52: il primo è già arrivato alla fabbrica del vapore. Carlo Alberto attende di poter entrare e vedere cosa ne sarà del resto della giornata.

Ore 8.24 Filippo e KingFlavio fanno il loro ingresso nella Cattedrale sede della mostra New Craft, accolti da Sara. Prendono posto al tavolo centrale e ansiosi di iniziare fanno i primi test. Incorda e disfa. Stendi il denim, ri-arrotola il denim. Prova il compressore, cerca una presa libera, stacca il compressore.

Poco dopo arrivano i videomaker, Mariann e Valentina. Arrivano Bruno Rho e Pietro Virzi. Arrivano con un ritmo che abbiamo decifrato più tardi, interrogandoci su cosa fosse quella sensazione di sacralità che circondava il tavolo di lavoro. Ed è grazie a ognuno di loro se siamo arrivati sino in fondo.

Alle 18.00 la magia: un’ora serratissima, cinque persone contemporaneamente al lavoro, arrampicati sulla poltrona, sostenute da un capannello che si era creato intorno, stretto, accalorato, nervoso e stupito. Non si molla. Non si molla proprio adesso. Ci siamo quasi.

Tocca a Stefano Micelli, preceduto da Giorgio Berto che, come uno sherpa, gli indica il cammino per posizionare i piedini e fissarli con l’avvitatore. Si va veloce, si va sicuri.
Poi, come in una sospensione mistica, eccola. Appare agli occhi di tutti.

È lei. È vanessa4newcraft.

 

vanessa4newcraft in tre punti.

In questi giorni abbiamo voluto raccontare la nostra idea rappresentandola con alcune immagini molto evocative che rappresentano la nostra attività e la preparazione al crowdcrafting di vanessa4newcraft.

Ogni immagine è collegata a uno slogan che avete visto passare ovunque in questi giorni. Sono dei messaggi che ci hanno fatto interrogare sul senso di questo progetto, sul suo significato e sul famoso perché che ci perseguita da quando siamo nati.

Per questo motivo, visto che oggi è la vigilia dell’evento, volevamo tirare le somme del percorso di preparazione iniziato qualche settimana fa e interrogarci sul significato di quello che volevamo fare.

teaser vanessa4newcraft

DESIGN + LAVORO ARTIGIANO

È stato complesso pensare, progettare e pensare di realizzare vanessa4newcraft.
Volevamo metterci in gioco con qualcosa di molto sofisticato. Non volevamo “mettere in scena” una rappresentazione del lavoro artigiano come lo si può immaginare nei classici canoni stereotipati.

Il designer di vanessa4newcraft ci ha messo in difficoltà, abbiamo lavorato duramente facendo convergere sul progetto le migliori teste e le migliori mani di questo territorio.
Abbiamo lavorato duramente sulle forme di una nuova poltrona, cercando di raggiungere una perfezione riservata a pochi: legni curvati, sedute realizzate con il metodo più rappresentativo dell’arte tappezziera (molle incordate a mano e cucite) e schienale in capitonné ma con una forma e uno stile moderno.

APERTURA E CONDIVISIONE

Per noi esiste un fantastico percorso abbiamo iniziato tre anni fa e che ci ha dato moltissimo.
Il crowdcrafting oggi fa parte del nostro DNA: apriamo le nostre porte perché vogliamo condividere con le persone quello che facciamo.
Vogliamo far loro capire quello che ci passa per la testa, quello che succede all’interno del nostro laboratorio.
Vogliamo che capiscano cosa succede quando nascono le cose prima che facciano parte della loro quotidianità domestica.
Vogliamo fare tutto questo con loro. Vogliamo che le persone capiscano il valore del nostro lavoro facendone esperienza in prima persona. Far vivere l’esperienza del lavoro artigiano a chi non l’ha mai sperimentato. E il risultato è duplice:

-diamo senso a quello che facciamo e a quello che pensiamo. Crediamo che questa sia una grande opportunità dal punto di vista della sostenibilità del lavoro, della bellezza e della celebrazione delle capacità di fare cose grandiose.

-in questo modo anche noi riteniamo che sia possibile far capire alle persone quanto sia incredibile e straordinario riuscire a realizzare progetti importanti e sofisticati come questo, assistendo a un processo che normalmente non viene mostrato.

RACCOGLIERE LA SFIDA DI NEW CRAFT

La mostra New Craft ci dice che esiste una nuova dimensione del fare, guidata da una nuova generazione di artigiani che promuove, attraverso design e nuove tecnologie, prodotti di grande valore, non solo economico, ma anche culturale.
Abbiamo voluto provare a raccogliere questa sfida costruendo un prodotto che potesse rappresentare questi valori, collaborando con aziende che hanno fatto dell’innovazione il loro focus.

Sarà bellissimo farla e bellissimo è stato prepararci perché stiamo imparando tantissimo. Stiamo lavorando con nuovi materiali, collaboriamo con aziende molto importanti, sbagliamo, rifacciamo, cresciamo. Ci divertiamo moltissimo.

Ormai ci siamo. Ormai è già domani. Ormai è già #vanessa4newcraft!

Per qualsiasi altra informazione, scrivi a valentina@bertosalotti.it oppure chiama lo 0362-333082.

vanessa4newcraft: è online il programma della sessione di crowdcrafting!

-1 al crowdcrafting di vanessa4newcraft e non vediamo l’ora che sia domani!
Ricapitoliamo tutto quello che c’è da sapere sulla giornata aperta di lavoro artigiano.

vanessa4newcraft - crowdcrafting aperto al pubblico a Milano

L’appuntamento è per domani, martedì 7 giugno a NEW CRAFT – @ Fabbrica del Vapore
in via Procaccini, 4 Milano.

Dalle 10.30 alle 18.30 crowdcrafting aperto a tutti.

La mattina sarà dedicata allo studio delle dime, al taglio del denim Rock Me Air 12.5 One, tessuto icona delle collezioni Berto industria tessile, e alla realizzazione della seduta con metodo tradizionale. Il tutto sarà supervisionato da King Flavio e dai maestri tappezzieri BertO.

Il pomeriggio sarà interamente dedicato alla lavorazione capitonné durante la quale la tradizione (garantita anche dalla presenza di Florindo Cereda e dalla categoria Tappezzieri di Confartigianato) viaggerà parallela alle più moderne tecniche digitali grazie all’applicazione di bottoni esclusivi, progettati e stampati in 3D da .exnovo.

Alle 18.30 presenteremo vanessa4newcraft in tutto il suo splendore, frutto dell’impegno, della partecipazione, della condivisione di tante persone: artigiani, designer, architetti, gente comune, istituzioni, esponenti del mondo accademico, studenti delle scuole, tappezzieri amici come Pietro Virzi e l’Associazione Cita e tanti altri.

Dalle 19.00 festeggeremo con un craft beer party insieme a tutti i crowdcrafter.

Sarà possibile vedere il frutto del nostro duro lavoro fino alle 20.30, orario di chiusura della mostra New Craft, e tutti i giorni di apertura fino al 12 settembre 2016.

Non vediamo davvero l’ora di sentire il rombo del compressore, il ticchettio del martello e dei chiodi, il battere del metallo e il frusciare del denim!
Vi aspettiamo!
Qui l’evento facebook.

Per qualsiasi altra informazione, scrivi a valentina@bertosalotti.it oppure chiama lo 0362-333082.

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