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Imprenditore: parola n° 52 del libro LO SPIRITO DEL 74

Lunedì 25/11 portiamo a Brescia una parola a cui teniamo molto: imprenditore. Sarai con noi per la presentazione del libro “Spirito del 74”?

Come alcuni di voi sanno, abbiamo scritto un libro, un libro che racconta la passione per il lavoro: Spirito del 74 – Le 74 parole chiave per vivere felicemente la passione per il proprio lavoro.

imprenditore: spirito del 74

Questo libro, che omaggia il Lavoro con la L maiuscola, viene presentato il 25/11 prossimo nello showroom BertO di Brescia: lo farà in prima persona il suo autore, Filippo Berto.

È un onore per la nostra azienda potersi presentare così, con un incontro aperto, alla città di Brescia dove è stato da poco inaugurato lo showroom cittadino BertO.

A chi si chiedesse di cosa parla il libro… parla di qualcosa che – a Brescia – tutti conoscono molto bene: la passione per il lavoro.

Ci sono molti modi di lavorare con passione, e la città di Brescia è nota per l’impegno e la vocazione in ambito lavorativo, a tutti i livelli, lo sappiamo bene.

Il punto di vista che proporremo – nell’ambito di una piacevole serata con ospiti e aperitivo finale – sarà appunto quello di chi “sente” la propria attività, di chi la vive in modo significativo, di chi chiede molto, a se stesso e agli altri, durante le ore lavorative.

Il libro di Filippo Berto, a pag. 52, recita:

IMPRENDITORE – Sii un imprenditore, da subito, da adesso. La tua azienda? Te stesso.

Un approccio che vuole riassumere, nello spazio di poche parole, un modo di affrontare il lavoro che a Brescia conoscono così bene che potrebbero insegnare: quello spirito che non si ferma davanti a nulla, in nome di un impegno preciso.

L’esperienza di tanti anni ci ha infatti insegnato una cosa: che l’essere imprenditori di se stessi non vuole necessariamente dire avere una società o dirigerne una, bensì significa lavorare su di sè, per non rimanere fermi, per crescere, per evolvere nella direzione di fare di più, fare meglio. 

Tutti i giorni un po’ meglio.

Questo hanno fatto i fondatori della BertO nel 1974, data della nascita dell’azienda; su questo desideriamo testimoniare con il lbro “Spirito del 74”; con questo vogliamo presentarci alla città di Brescia, consapevoli che apriamo le porte a una città che sa perfettamente cosa significa lavorare bene… 

Per questo ci sentiamo privilegiati di poterne far parte, sia con le collezioni di Design dei Sogni Made in Meda, sia con la storia della nostra Ditta, scritta in un DNA composto di 74 parole, che tuttora ci ispira e ci guida.

Appuntamento quindi lunedì 25/11 allo showroom di Borgo Wührer per una serata conviviale, alla presenza di personalità di spicco quali la professoressa di sociologia economica dell’Università Cattolica, prof. Ivana Pais e il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Orientale, dott. Eugenio Massetti: due super-personaggi che sapranno affascinarci e intrattenerci al tempo stesso. 

All’incontro seguirà un piacevole aperitivo sui comodi arredi dello showroom, e a tutti i presenti verrà regalata una copia autografa del libro di Filippo Berto “Spirito del 74 – Le 74 parole chiave per vivere felicemente la passione per il proprio lavoro“.

Non vediamo l’ora di incontrarvi! 

A Brescia, a Brescia!

Intervista a Eugenio Massetti, protagonista della presentazione de LO SPIRITO DEL 74 a Brescia il 25/11

Protagonista della serata di presentazione del libro “Lo spirito del 74” a Brescia il 25/11: Eugenio Massetti, presidente Confartigianato Brescia.
L’abbiamo intervistato.

L’evento di presentazione del libro Lo Spirito del 74 – 74 parole per vivere felicemente la passione per il proprio lavoro sarà un evento di un certo peso, per molti motivi.

Oltre ad essere la prima “uscita ufficiale” sulla scena cittadina del nostro nuovissimo Showroom BertO a Brescia di Borgo Wührer, vi è infatti una presenza istituzionale rilevante, una persona che sa interpretare in modo dinamico il proprio ruolo nell’ambito della carica che ricopre.

Parliamo del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Orientale Eugenio Massetti.

Nell’ambiente imprenditoriale bresciano è molto conosciuto e non ha bisogno di presentazioni; per coloro che invece non hanno ancora avuto modo di conoscerlo, proviamo a farvi capire che tipo è con una breve intervista.

Si tratta di un “piccolo assaggio” dei temi che affronteremo insieme, nella serata del 25. 

E grazie dott. Massetti per la sua disponibilità!

eugenio massetti ospite della serata a brescia dedicata allo spirito del 74

1) Aziende artigiane e territorio bresciano: qual è il panorama, visto dall’istituzione Confartigianato?

Un territorio ricco di imprese e di storia, dalle indiscusse capacità imprenditoriali e di aziende capace di aprirsi al mondo e conquistarlo, ma soprattutto in grado di rinnovarsi e reinventarsi, anche alla luce della crisi economica che l’ha certamente colpito, ma non abbattuto.

Un variegato mondo imprenditoriale che conta ancora 33.713 imprese artigiane e di queste 5.351 imprese a guida femminile (il 15,8%), 3.490 imprese giovanili e 4.869 a guida straniera, oltre alle 2.841 imprese digitali.

Imprese fortemente radicate sul territorio, ma capaci di numeri impressionanti a livello di export (oltre 16miliardi di export nel 2018) che hanno permesso di continuare a crescere ed investire qui.

La nostra organizzazione ci permette questo punto di osservazione privilegiato: Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale è la più rappresentativa della provincia con oltre 15mila associati e, ogni giorno, grazie a 15 uffici coordinati dalla sede centrale di via Orzinuovi a Brescia offriamo il supporto e i servizi per soddisfare al meglio le esigenze delle nostre imprese.

2) Siamo in un momento particolare dell’economia, tra settori che trainano e comparti che soffrono. A Brescia si traina o si soffre?

I dati relativi alla produzione del terzo trimestre del 2019 hanno fatto registrare una tenuta positiva che, se da un lato accogliamo come una buona notizia, dall’altro va collocata attentamente nel contesto temporale e geografico.

Va considerato infatti che si tratta di una anomalia, in un’Italia che continua ad avere dati negativi e in uno scenario internazionale non certo incoraggiante – basti pensare alla crisi della manifattura tedesca e alla guerra dei dazi.

E inoltre, allargando lo sguardo alla media dei tre trimestri, risulta evidente uno spiccato rallentamento rispetto al 2018, che spiega anche le aspettative degli imprenditori artigiani, ancora negative.

Segnali come la diminuzione degli ordini sul mercato interno, dove le nostre imprese sono prevalentemente presenti, insieme alla frenata di un comparto chiave quale la meccanica, ci spingono a ragionare in modo obiettivo e razionale restando costantemente in allerta.

Non ci spaventa solo il livello di troppo bassa crescita, ormai conclamata, ma più in generale il clima di sfiducia e la mancanza di una politica che abbia una voce sola e compatta a favore delle imprese e, più in generale, di lavoro e occupazione.

Quello di cui tutte le microimprese e le Pmi italiane hanno bisogno è stabilità e slancio all’iniziativa economica. Il tutto deve e può avvenire solo ponendo le realtà imprenditoriali di piccole dimensioni e in particolare l’artigianato, al centro delle strategie.

3) “Artigiano” è un termine che cambia con l’evolversi dei tempi. Gli artigiani con i capelli bianchi sono ben diversi dai giovani hipster alle stampanti 3D… la sensazione è che ci sia più di una generazione tra loro. La tecnologia aiuta o divide il succedersi delle generazioni?

Emerge crescente anche da indagini condotte tra i nostri associati e più di quanto si creda una sempre maggiore conoscenza di Impresa 4.0 e il dato non ci sorprende: siamo da sempre convinti che all’interno del mondo artigiano coesistano tradizione ed innovazione.

Il nostro impegno quotidiano è proprio quello di accompagnare le nostre imprese nel costruire le condizioni abilitanti per continuare a essere competitive in un contesto per molti versi nuovo e certamente ricco di sfide.

Lo facciamo innanzitutto cercando di diffondere la conoscenza sulle opportunità a loro riservate, attraverso la proposta di percorsi di formazione dedicati, aiutandole a coglierle concretamente i vantaggi. Attraverso l’uso della tecnologia digitale, della rete internet e dei social network più importanti, il Made in Italy artigiano sta vedendo una nuova rinascita: riscoperto e rivalutato, riesce ad uscire da una visibilità locale e affacciarsi al mercato globale.

4) Siamo nel mondo del Design, punto forte del Made in Italy. Gli artigiani come si rapportano a questo fenomeno globale? 

In Italia, c’è ancora grande valore nel lavoro manuale, legato a una creatività personale, a  passione e a una alta competenza tecnica ed artistica.

L’artigiano di oggi, è una figura che ha saputo legarsi al design, alle nuove tendenze e ai nuovi gusti, apportando il suo saper fare insostituibile ai cambiamenti che ci hanno accompagnato.

Le attività dell’artigianato, in particolar modo di quello artistico, richiedono tecniche di lavorazione manuale ad alto livello tecnico e professionale, anche con l’ausilio di apparecchiature rimanendo nel pezzo unico e rigettando processi di lavorazione effettuati interamente in serie.

Le eccellenze del Made in Italy rappresentano il nostro vantaggio competitivo in una serie di campi, dal manifatturiero all’alimentare: dal design, alla moda. Prodotti che ci invidiano nel mondo e che possono ancora domani essere il valore aggiunto vincente contro qualsiasi concorrenza.

5) Artigianato non è solo lavorare con le mani, artigianato è anche un modo di vedere il lavoro, una certa cura, un amore per il frutto dei propri sforzi. Le aziende di oggi valorizzano questo approccio, o preferiscono l’automazione dei processi e le economie di scala?

A fianco alla tradizionale figura dell’artigiano, oggi ne emerge una nuova che usa le tecnologie digitali e i nuovi mezzi di comunicazione, sia per offrire servizi e visibilità alla classe artigiana tradizionale che per creare fisicamente design e artigianato.

Una nuova realtà produttiva, fatta dagli artigiani digitali che sembra abbiano finalmente conquistato la centralità di questo mondo del saper fare, rivalutando storia, cultura e tradizioni riportandole al presente.

6) In futuro avremo più o meno artigianato nel lavoro?

Sinonimo di creatività, flessibilità, personalizzazione l’artigiano è il protagonista dell’innovazione purché caratterizzata dalla componente umana e sociale, ancora prima che tecnologica.

Se pensiamo che il settore dell’artigianato, in Italia, conta più di un milione di aziende, pari a circa il 30% del totale nazionale, con una netta prevalenza delle microimprese: più del 95% delle imprese artigiane occupa meno di 10 addetti, mentre poco meno dell’80% degli addetti del settore, lavora presso imprese che contano meno di 10 addetti, possiamo con orgoglio confermare che sicuramente c’è futuro, anzi c’è bisogno di più artigianato, anche in futuro.

La presentazione del libro “Spiritodel74”. Una normale serata tra giganti, supereroi ed extraterrestri.

Ieri sera, nell’area #BertoLive dello showroom di Meda, abbiamo presentato il libro “Spiritodel74 – 74 parole chiave per vivere felicemente la passione per il proprio lavoro“.

Filippo Berto presenta il libro LO SPIRITO DEL 74 a Meda

È stata una normalissima serata… tra giganti straordinari, supereroi del quotidiano ed extraterrestri.

Nella prima parte dell’incontro – riservata ad alcuni tra i clienti più affezionati della nostra Ditta – abbiamo potuto conversare amabilmente con il nostro art director Alessandro Castello (Castello Lagravinese
Studio) su tutto ciò che sta “a monte” di una collezione, di un prodotto, di una scelta di tessuto o materiale.

La visione d’insieme, che arriva ad ogni particolare di ogni complemento o elemento d’arredo, lo studio della tecnologia per raggiungere determinati risultati, la ricerca certosina della miglior combinazione tra fornitori di altissima gamma.

Senza dimenticare la cura dell’intera filiera, interamente in mano a noi di BertO che – come molti sanno – non lasciamo mai e poi mai e poi mai alcun intermediario tra le mani dei nostri artigiani e la casa dei nostri clienti.

È stato davvero interessante mettere quei signori – coppie di ogni età, giovani single, famiglie – che negli anni hanno scelto e apprezzato un prodotto BertO, davanti a chi quel prodotto ha visto prima che esistesse.

E poi si è seduto insieme a chi quel prodotto poteva forse realizzare. 

E poi, insieme, lo hanno fatto, arrivando a livelli di stile e qualità che pochi al mondo possono permettersi di proporre.

“Siamo qui grazie ai nostri clienti – alcuni lo sono da decenni alcuni da poche settimane – che ci riconoscono dei risultati che nessun altro riesce ad offrire, e noi sappiamo che non è un caso, ma il frutto di lavoro costante e continuo in termini di ricerca materiali, studio delle tecnologie, affinamenti di stile…. un lavoro che non finisce mai, e che è integrato da servizi sempre più vicini al cliente, anch’essi oggetto di evoluzione costante. E noi siamo fieri di meritarci questa fiducia, la vogliamo contraccambiare migliorando sempre, anno dopo anno, mese dopo mese, giorno dopo giorno”

Sono le parole di chi inventa i prodotti BertO. Pronunciate a fianco di chi li realizza.

Le parole dei clienti – che generosamente hanno preso il microfono per raccontare con quale piacere usufruiscono da anni (a volte da decenni) di ciò che esce dai nostri laboratori artigiani – ci hanno confermato un fatto fondamentale.

“Siete unici, come voi non c’è nessun altro al mondo”

In pratica ci hanno detto che siamo degli extraterrestri!

Concluso questo primo momento riservato ai clienti, ci siamo concessi qualche minuto di relax, fino all’arrivo di alcuni giganti. Due, per la precisione.

Giganti nella loro importanza, nei loro ruoli istituzionali, nelle loro opere (parliamo di due personaggi conosciuti internazionalmente, che hanno scritto libri e saggi, che dalle loro cattedre universitarie formano la classe dirigente di domani), ma anche giganti di disponibilità, di simpatia umana, di generosità.

Si sono tenuti liberi per noi e ci hanno raggiunto a Meda la prof. Ivana Pais,  professore associato di sociologia economica nella facoltà di economia dell’Università Cattolica, e il prof. Stefano Micelli, accademico ed economista, professore di economia e gestione delle imprese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. 

E hanno parlato di noi, del libro, di quello che c’è dentro…come solo loro sanno fare. 

Per capire quanto sono stati apprezzati e applauditi, non ci sono parole, occorreva essere presenti ieri sera. Ma una cosa possiamo raccontarvi: il loro sorriso, che si vede bene nelle foto.

Persone di così alto livello e di così grande generosità possono essere definite solo in un modo: dei giganti.

Ma la platea che si sono ritrovati davanti non è stata da meno.

Era infatti composta da autentici supereroi.

Supereroi del quotidiano, protagonisti di sfide personali e professionali, travestiti da persone normali.

L’agricoltore, l’imprenditrice, il giovane impegnato socialmente.
I direttori dei nostri showroom in giro per l’Italia, che non esitano a fare alcune centinaia di km, tra una giornata pesante e il mattino dopo.

Chi guida i nostri furgoni.
Le mogli, i mariti, i figli, i bambini.
Chi combatte nelle istituzioni, per il futuro del nostro territorio.
Chi scrive sul web, chi studia matematica e chi fa gli stage nei ristoranti di Monza.
Chi studia come parlare con i clienti, e chi invece interroga gli algoritmi. Chi arriva da Seregno, chi da Shanghai.
Chi fa il capitonné, e lo insegna, e chi lo impara, con le mani che a sera fanno male.
Chi si è svegliato un giorno senza un lavoro, e chi il lavoro lo crea ogni mattina.
Chi prova per la prima volta a caricarsi una poltrona sulla testa, e chi un intero negozio sulle spalle.

Capirete a questo punto perché abbiamo trascorso una serata indimenticabile!

Per ricevere  una copia del libro clicca qui.

Lavorare, voce del verbo pedalare

Abbiamo molto in comune con chi pedala… e non solo in senso metaforico!

Lo affermiamo mentre vi presentiamo – fieramente, lo vogliamo dire – la squadra del Gruppo Sportivo Cicli Fiorin Seveso Ciriè, che la nostra Ditta sponsorizza, come si può vedere da questa bella foto. 

E’ un gruppo sportivo dilettante, naturalmente, ma impegno, voglia di lottare, spirito di squadra non sono certo appannaggio del mondo professionistico, anzi. 

Va detto chiaramente, infatti, che il Gruppo Sportivo in questione lavora moltissimo, individuando e sviluppando i talenti sportivi, per poi allenarli a competere in gare nazionali e internazionali.
E lo fa – badate bene – sul nostro territorio.

E poi… noi abbiamo una ragione in più per tifare lo sport in cui più conta la resistenza alla fatica, la caparbia volontà di farcela: lo praticava il mitico Ante… non a caso, il nostro fondatore sapeva benissimo che pedalare e lavorare fanno rima!

Ma al di là della nostra sponsorizzazione e delle ragioni affettive che ci legano al ciclismo, il punto forte di tutto questo è che i valori del lavoro BertO e del lavoro sportivo di chi sta in sella… fanno rima, appunto. 

Facciamo subito un esercizio che lo dimostra: prendiamo il nostro libro #Spirito del 74, la nostra piccola-grande Guida al vivere felicemente la passione per il proprio lavoro, e scorriamo l’indice alla ricerca della parole chiave/ valori che abbiamo in comune con le magnifiche sportive del GS Cicli Fiorin Seveso Ciriè… siamo certi di trovarne tante.
Pronti per questo gioco?

Ecco qua… come volevasi dimostrare, sono bastati pochi minuti per individuarne più di 20!

  1. – Papà – Abbiamo già detto della passione ciclistica del nostro fondatore Fioravante Berto: come affrontava lui le salite della vita…
  2. – Cuore – Occorre averne in quantità, sempre
  3. – Energia – L’energia della competizione, prima di tutto con se stessi, prima ancora che sul mercato o sulla strada
  4. – Rischio – Ci vuole coraggio per affrontare certi rischi, in sella e in Ditta
  5. – Umiltà – L’umiltà di chi pedala è proverbiale, ed è fondamentale anche in chi affronta un problema progettuale con la sola forza delle proprie mani
  6. – Territorio – Devi conoscerlo, per competere! E valorizzarlo. Questo, per BertO è il centro di tutto… siamo o non siamo Made in Meda?
  7. – Ritmo – Sempre fondamentale, per arrivare ai traguardi
  8. – Cerotti – Qui si esce dal metaforico… 🙂
  9. – Paura – Non manca mai; e non deve mancare mai
  10. – Fatica – Lo sa solo chi lavora, la fatica che si fa
  11. – Bello – Alla fine c’è bellezza anche in uno sforzo dinamico, e tanta
  12. – Grazie – Gratitudine verso i compagni di squadra e di lavoro, elemento essenziale di ogni prestazione
  13. – Felicità – Non si può esprimere cosa si prova ad arrivare in fondo
  14. – Culo – Ça va sans dire
  15. – Sacrificio – Si tende a non raccontarli, i sacrifici che si fanno per arrivare a certi livelli, ma i diretti interessati conoscono bene il significato di questa parola
  16. – Talento – Se l’impegno si accompagna al talento… non ce n’è più per nessuno!
  17. – Festa – A volte la gioia esplode, ed è giusto concedersela
  18. – Focus – Stare focalizzati, in ogni momento, è la sfida continua dello sportivo così come dell’imprenditore
  19. – Winner – Si vince una gara, ma il mattino dopo è di nuovo competizione (vedi alla voce “Umiltà”)
  20. – Sudore – Qualcuno l’ha messa giù così; il successo è 1% inspiration e 99% perspiration
  21. – Ama – Solo amando quel che fai, arrivi al risultato
  22.  – Lavoro – Alla fine è questo, sempre questo, il centro di tutto: una parola che andrebbe sempre scritta con l’iniziale maiuscola

Buona strada a tutti noi, in sella alle rispettive sfide!

PS: il 30 ottobre nel nostro showroom di Meda presenteremo per la prima volta al pubblico il nostro libro Spirito Del 74. Se desideri partecipare, scrivi ora a valentina@bertosalotti.it

Lassù (al nono piano) qualcuno ci ama.

Questa è la storia di un dono che ci arriva dal cielo.

Ma è anche la storia di una sfida che si rinnova, a distanza di 34 anni.

Andiamo con ordine.

1985.

Fioravante Berto decide di spostare l’asse dell’attività aziendale verso il cliente finale. 
Fino a quel momento eravamo stati esclusivamente terzisti.

E’ un gesto controcorrente, è una sfida a tutti e tutto… quanto avesse ragione lo capimmo dopo, molto dopo.
Con sacrifici inenarrabili, la ditta BertO partecipa alla Fiera, a Milano, per la prima volta proponendosi direttamente alla clientela finale.

E – come in una bella favola, come Ante aveva previsto – arrivò il primo cliente. 

Quando c’è un cliente c’è un mercato.

dice qualcuno, e infatti, 34 anni dopo siamo qui a testimoniarlo… ma non è ancora il momento di ritornare nel presente: torniamo a quel giorno del 1985 in cui quel primo cliente fece quel primo ordine.

Una poltrona. Una bergère. Verde. 

Fioravante in persona, dopo averla realizzata, la va a consegnare in città, a Milano. 

Citofono: 

Buongiorno, sono Berto per la consegna della poltrona. A che piano? 

Risposta: 

Nono piano. Attenzione che l’ascensore è piccolo.

Infatti era piccolo, infatti la bergère non ci entrava proprio.Ma ci voleva ben altro per fermare Fioravante Berto, il quale – issatosi la pesante poltrona sulle spalle – salì a piedi fino al nono piano di quel palazzo milanese.
Entrato in casa, posizionata la poltrona, si apprestava a ringraziare e salutare, quando la voce della signora Altmann lo fermò sulla soglia:

Non mi piace. Non mi piace questo schienale… così, con i bottoni. Lo preferivo liscio.

Fioravante ascolta compunto, e senza pensarci un attimo replica:

Non c’è problema, signora Altmann. La riporto in laboratorio e la modifichiamo come preferisce. 
Anche la seduta, il cuscino… sarebbe meglio abbassarlo un pochino.

(Questa era la voce del signor Fritz, il marito, che nel frattempo aveva provato a sedersi sulla bergère, trovando la seduta sotto il suo peso evidentemente troppo alta di qualche centimetro).

Con un sorriso che ben celava una schiena dolorante, il nostro fondatore riprese la bergère sulle spalle, salutò, e ripercorse all’indietro le 18 rampe di scale che lo separavano dal furgone, per ritornare in ditta a rifare – praticamente da zero – la poltrona dei signori Altmann.

Sono passati 34 anni da quel fulgido esempio di servizio al cliente, di personalizzazione totale, di customer care insuperabile… e tante cose sono successe.

Quell’uomo, il protagonista di questa storia, il co-fondatore della nostra azienda, non è più qui tra noi, a raccontarci divertito di quando servì in questo modo il primo cliente della nostra ditta. 

Eppure la sua presenza a noi pare di sentirla ancora.
Ora che siamo più numerosi, più grandi, più conosciuti, ci pare che ci accompagni. 
Ora che il laboratorio ha saputo evolversi in una presenza sul mercato nota e apprezzata, ci pare di rivedere la sua bravura disinvolta, sempre un po’ più avanti di tutti.
Ora che la buona volontà di partecipare alle fiere è diventata un sistema di vendita articolato e sofisticato, ci pare che ci aiuti nei rapporti con i clienti.

Ora che il negozio BertO di Meda è diventato il primo di una serie di Showroom importanti, ci pare di sentirlo ripeteresi può fare di più“.

E ogni giorno ci chiediamo: 

Siamo all’altezza di quel che ci ha dimostrato quel giorno Ante? 

In termini di capacità di soddisfare i clienti, di positività nella relazione, di problem-solving?

Di certo ce lo siamo chiesto quando, alla porta dello showroom di Meda, ieri 3 ottobre 2019 si sono presentati i coniugi Altmann. 

Elisabetta e Fritz, per ordinarci un letto nuovo.

Ci sembrava di sentire Ante che rideva – divertito più che mai – e in cuor nostro lo abbiamo ringraziato per quel che ci continua a insegnare. 

Ecco cosa intendevamo quando parlavamo del fatto che lassù qualcuno ci ama.
Lassù, al nono piano e anche più su.

Presentazione del libro “Spirito del 74” + match Artigiani vs. Designer.

Giovedì 30 ottobre 2019 a Meda guarderemo al futuro del nostro territorio da una prospettiva nuova. Lo faremo presentando il libro “Spirito del 74” + match Artigiani vs. Designer.

Il tema del lavoro, insieme a quello del territorio, ci è sempre stato molto a cuore.
E nel tema del lavoro ce n’è un altro, che riguarda tutti noi, e in particolare le generazioni a venire: il tema del futuro.

Il futuro sembra lontano, invece è tutta questione di punti di vista.

Nel 1974, quando la nostra azienda è stata fondata, il 2019 sembrava un futuro lontanissimo.

E invece, oggi, nel 2019, a Meda, noi proveremo a guardare il futuro da una prospettiva nuova, che comprende quel 1974.

Libro Spirito del 74 berto salotti meda

Sarà l’occasione di presentare un libro, anzi “il” libro: il volume che abbiamo scritto per raccontare la nostra passione per il lavoro, visto con gli occhi del territorio, attraverso uno sguardo rivolto in avanti, verso un futuro che tutti vogliamo migliore.

Quando i fondatori della BertO hanno creato l’azienda, nel 1974, volevano un futuro migliore per sé e per coloro che avevano intorno. 

Non andava ancora di moda la parola “ecosistema” ma famiglia, dipendenti, clienti e amici erano tutti lì, intorno a Fioravante e Carlo Berto, a iniziare un percorso che oggi ci trova qui.

Qui, a Meda, nel 2019, a parlare di quel qualcosa che si è messo in moto nel 1974, e continua a generare valore.

Il nostro modo di affrontare questo discorso partirà dal volume “74 parole chiave per vivere felicemente la passione per il proprio lavoro”, che nasce proprio dallo spirito di quei giorni. Un libro nato dalla memoria del cuore ma anche dalla smania di futuro, partendo da quel ’74, che rappresenta tuttora la chiave di volta del nostro modo di lavorare. 

#Spiritodel74 lo chiamiamo noi, ma si potrebbe chiamare anche intraprendenza, intransigenza sugli standard lavorativi, rispetto del lavoro senza se e senza ma.

E proprio sull’onda di questo spirito così audace, che non smettiamo di ammirare nell’opera dei nostri fondatori, abbiamo pensato di lanciare un’idea che rientra in pieno in quel loro coraggio visionario. 

Un incontro, un confronto, una simbolica sfida tra le due anime del nostro territorio.

Artigiani.

Designer.

Perché non metterli insieme, per un incontro ( o uno scontro?) e stimolare una riflessione su noi stessi, su ciò che siamo stati e ciò che saremo?

Di certo non manca di stimoli, tale spunto, e per questo motivo sarà un piacere animare un match dialettico mai tentato prima: 

Artigiani vs. Designer, match simbolico

A Meda il 30/10, nell’ambito della presentazione del libro “Spiritodel74”

Moderazione di Filippo Berto e Ivana Pais.

E con la straordinaria partecipazione del Prof. Stefano Micelli.

Qualcosa ci dice che ci sarà molto da divertirsi.
Da parte nostra possiamo promettervi fin d’ora la testimonianza diretta di protagonisti del settore: non mancate!

La partecipazione è limitata a un certo numero di persone, oltre al quale non possiamo proprio andare.
Se desideri partecipare alla serata, scrivi subito a
valentina@bertosalotti.it e conferma la tua presenza.

Filippo Berto firma il libro Spirito del 74

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