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Facciamo luce sul design e stampa 3D!

No, non abbiamo ancora iniziato a stampare i nostri divani in 3D.
Si, i divani della Collezione 2016 (guarda un’anteprima qui) sono illuminati da lampade speciali prodotte da .exnovo, prima azienda in Italia e tra le prime in Europa ad usare le tecnologie di manifattura additiva.

Siamo davvero orgogliosi di poter presentare sul nostro shop online una piccola selezione dei prodotti che .exnovo produce.

Lampada Maggiolina exnovo e poltrona Vanessa Capitonné

Lampada Maggiolina by .exnovo abbinata alla poltrona Vanessa Capitonné in tessuto Navona

Abbiamo incontrato .exnovo per la prima volta quando è iniziata l’avventura di Design-Apart a New York. Siamo stati entrambi Partner della prima ora e più volte ci siamo interrogati su quali folli progetti avremmo potuto fare insieme.

Entrambi partecipiamo alla mostra New Craft curata da Stefano Micelli in occasione della XXI Triennale di Milano.

Fino all’arrivo del 7 giugno 2016: la poltrona VANESSA4NEWCRAFT, realizzata secondo le più tradizionali tecniche tappezziere, vanta un capitonné di grande prestigio, originale e digitale grazie a bottoni gioiello stampati per l’occasione proprio da .exnovo.

Bottoni stamoati in 3d exnovo per vanessa4newcraft

L’azienda non solo utilizza tecnologie tra le più avanzate, ma collabora con designer riconosciuti nel panorama internazionale: da David Nosanchuk, Selvaggia Armani a Franz Canins.

Alessandro Zambelli ha disegnato la pluripremiata lampada Afillia (premio per l’innovazione ADI Design Index nel 2014, Interior Design Innovation Award nel 2015 e Premio nazionale per l’Innovazione – Premio dei Premi nel 2016) e la lampada Maggiolina, entrambe presenti nel nostro shop online.

Lampada Afillia ESP e divano Time Break Berto

Lampada Afillia ESP, divano Time Break e tavolino Circus con piano laccato color Marsala

Acquista le lampade .exnovo direttamente online oppure chiedi consiglio ai nostri arredatori.
Per qualsiasi informazione o supporto, scrivici a servizio.clienti@bertosalotti.it oppure chiama il numero 0362-333082.

vanessa4newcraft da oggi è anche un video!

Non è stato facile realizzare il video di vanessa4newcraft perché tutto quello che è successo il 7 giugno ha superato qualsiasi nostra aspettativa.
E’ stato grande, emozionante, prezioso.
Quindi grazie ancora ai crowdcrafter ma soprattutto a Mauro, Alessandro, Fabrizio e Piero per aver realizzato questo video.

Video Vanessa4newcraft

Quello che è successo, dal nostro ingresso alla Fabbrica del Vapore fino all’ultimo dettaglio, è stato unico, irripetibile: la solennità della mostra New Craft curata da Stefano Micelli, dove si sono svolti i lavori, che ci ha trasformati in guerrieri del capitonné inaspettatamente silenziosi senza che ce ne rendessimo conto, la fatica di lavorare con 40° C, la voglia di arrivare fino in fondo, la sorpresa e l’incontro con tante persone; insieme abbiamo accarezzato il rivestimento in denim, gli abbiamo dato una forma. Abbiamo seguito passo passo King Flavio affiancandolo e diventando tappezzieri per un giorno.

Il materiale raccolto per realizzare questo video era tantissimo tanto da montare un crowdcrafting movie. Ne siamo certi, ci saranno altre sorprese, altre testimonianze e a breve ne vedrete delle belle.

Abbiamo deciso di raccontarvi quello che è successo, dalle prime ore della mattina all’escalation della fine, con il contributo di ogni singola persona che ha partecipato, il passaggio di un attrezzo, un sorriso, una chiave di lettura sulla giornata, una riflessione sul sistema manifatturiero, la voglia di esserci e di provare, il senso di appartenenza a un’azienda.

Ci auguriamo che, rivedendolo, possiate provare la stessa cosa che sentiamo noi.
Grazie a tutti!

 

Gli Italici di Piero Bassetti. Chi sono e cosa dobbiamo imparare da loro.

Lunedì 13 giugno ho partecipato al convegno Italici. Il nuovo commonwealth come fattore di business per le imprese italiane sui mercati esteri.

Il convegno, organizzato all’interno della bellissima cornice di Villa Reale Monza, è stato promosso da Globus et Locus, Voices from the Blogs, CSIL – Centro Studi industria leggera, Centro AltreItalie e Edimotion.

L’incontro aveva come obiettivo quello di discutere dei risultati della ricerca Italic Network. Un nuovo approccio ai mercati esteri per i prodotti italiani del design, al centro della quale la comunità degli Italici è stata protagonista.

Piero Bassetti convegno Italici alla villa Reale di Monza

Foto Camera di Commercio Monza e Brianza

Partiamo col definire chi siano gli italici.

Sono i cittadini italiani in Italia e fuori d’Italia, ma anche i discendenti degli italiani, gli italofoni e gli italofili, studenti, imprenditori: una comunità globale stimata attorno ai 250 milioni di persone nel mondo, alle quali la globalizzazione conferisce significati e potenzialità nuove.

Popoli in qualche misura postnazionali, segnati da identità, appartenenze e cittadinanze declinate al plurale, caratterizzate da ibridazione di culture, prodotti, modi e mezzi di produzione.

Se pensiamo ad attività e settori dove si è sempre distinta l’imprenditoria italica, come la moda, il food o il design, emergono alcuni elementi caratterizzanti, quali il senso estetico, il buon gusto, il savoir faire, la tensione verso la bellezza e la capacità di attingere a stimoli diversi e di rielaborarli in modo innovativo.”

Sono rimasto colpito ancora una volta dal lavoro di Piero Bassetti che anche questa volta è riuscito a stupire e a coinvolgere tutti.

Ha elaborato una nuova visione sul futuro del Made In italy e in particolare del distretto legno arredo brianzolo, il cui modello oggi è in forte discussione.

Filippo Berto e Maurizio Riva al convegno sugli Italici villa reale di monza

Foto Camera di Commercio Monza e Brianza

Il confronto tra Made in Italy e design è elaborato in un nuovo approccio, in grado di creare una rete fidelizzata identificando dei nodi, nel mondo, dove sono presenti comunità italiche da trasformare in piattaforme di distribuzione per settori di business, ma anche di avere a disposizione un mercato di circa 250 milioni di persone.

La sfida proposta da Piero Bassetti e dal team che ha condotto la ricerca è quella quindi di cogliere le opportunità  di un “comune sistema di valori” e pensarlo in termini di business. per favorirne sempre più il processo di aggregazione in una world community. attraverso l’organizzazione della società civile e la formazione di una classe dirigente, si può giungere al tema politico, alla capacità di influenzare il processo decisionale nella sua nuova dimensione glocal.

Per maggiori informazioni sulla ricerca, scrivi a servizio.clienti@bertosalotti.it oppure chiama il numero 0362-333082.

filippo Berto alla villa reale di monza al convegno Italic Network

Foto Camera di Commercio Monza e Brianza

Piero bassetto e gli italici alla villa reale di monza

Foto Camera di Commercio Monza e Brianza

Think out of the box: l’insegnamento di Roberto Bonzio dopo la serata a Meda.

Quello che ieri ha accolto Roberto Bonzio con Italiani di Frontiera è stato un pubblico davvero speciale.

Roberto Bonzio presenta Italiani di frontiera a meda da Berto salotti

Settanta persone, in Brianza, un giovedì sera, alla presentazione di un libro. I nostri collaboratori, imprenditori, fornitori, amici, istituzioni e giovanissimi spettatori in prima fila: tutti rapiti da personaggi che sembrano costruiti per popolare le favole più avventurose, invece talmente reali da aver cambiato il mondo.

Settanta persone e un grande insegnamento: “think out of the box”, perché innovatori si diventa.

Grazie Roberto!

Roberto Bonzio a Meda con Italiani di Frontiera

Lo abbiamo incontrato diverse volte in questi anni, si è guadagnato a gran merito il soprannome di “moderno Cantastorie”, ci siamo lasciati trascinare dalla sua sensibile capacità di coinvolgimento, dalla bravura con cui passa da una storia ad un’altra e dall’abilità grazie alla quale riesce a farti immedesimare in molte delle storie che racconta. 

Roberto Bonzio arriva a Meda con il suo progetto Italiani di Frontiera e sarà ospite di #BertoPresenta giovedì 23 giugno alle 19.00. In attesa di incontrarlo giovedì, gli abbiamo fatto qualche domanda.

Roberto Bonzio con Italiani di Frontiera nello showroom berto di meda

Il libro fa parte di un progetto più ampio. Una piccola presentazione, per non dare nulla per scontato?

Beh Italiani di Frontiera è nato quasi per caso. L’idea di voler trascorrere un periodo negli USA con famiglia in aspettativa, investendo energie e risparmi sul futuro dei figli all’epoca teenagers, un’esperienza faidate che se è stata preziosa per loro e mia moglie, ha avuto un effetto terremoto sulla mia vita, personale e professionale.
Da decine di interviste, incontri e storie, poteva anche nascere un blog e basta, magari un libro che raccogliesse tutto. Invece Italiani di Frontiera è diventato un progetto multimediale per il quale (nell’Italia del 2011!) ho lasciato il posto fisso dopo una carriera in redazione (Il Gazzettino, Il Giorno, Agenzia Reuters).
Perché la forza di queste storie ha avuto un effetto dirompente, inaspettato, quando ho sperimentato una formula di racconto multimediale, storytelling con immagini e musica. Che in qualche modo rispondono a un bisogno quasi “disperato” che avverto girando l’Italia: infondere ottimismo, orgoglio e visione positiva sul futuro, nostro e dei nostri ragazzi, in una prospettiva globale.
Perché conoscere gli italiani di Silicon Valley, quelli di ieri sulla frontiera del West, ci aiuta ad essere più fiduciosi, a non temere il rischio di mettersi in gioco, a capire, attraverso storie d’oltreoceano, cosa abbiamo di prezioso e cosa dobbiamo cambiare in patria, per valorizzare l’immenso talento di tanti connazionali.

Il libro ha avuto un grande successo. Cos’è cambiato dalla prima presentazione ad oggi?

Prima cosa, la soddisfazione di scoprire che il libro cammina con le proprie gambe, apprezzato anche da chi non ha mai visto uno dei miei racconti dal vivo. E questo mi preoccupava: riuscirò a mantenere l’impatto emotivo delle presentazioni dal vivo in un libro? Che non è una raccolta di storie ma le racconta seguendo il filo della nostra, di storia: una famiglia che parte e non sa bene cosa troverà, poi passa di scoperta in scoperta… in un’avventura insolita, da Sesto San Giovanni a Palo Alto, California.
Da quella prima presentazione, oggi almeno 16mila persone hanno seguito gli storytelling Italiani di Frontiera in grandi eventi in tutt’Italia e all’estero. Ma soprattutto, la forza e l’empatia di queste storie, ha consolidato un network di persone straordinarie. IdF mi fa conoscere, scoprire e incrociare fra loro italiani eccezionali, di ogni età e settore, che riconoscendosi nei valori di questo progetto fanno squadra. Con un potenziale ancora tutto da scoprire

Una piccola definizione di “frontiera”?

E’ la linea che definisce un limite. Molti, troppi oggi l’interpretano come una barriera che deve proteggere la nostra identità. Io la considero invece come un limite che ci impone una sfida: tentare sempre di andare al di là, alzando l’asticella. Questo richiede coraggio ma anche fantasia e creatività. Nel mio caso, è stata proprio la curiosità che mi ha fatto incrociare storie e personaggi di due frontiere diverse: quella dell’innovazione, a Silicon Valley, quella geografica di ieri nel West. E’ stata la mossa giusta. Perché ha spostato alla fine il concetto di frontiera, come qualcosa che non è fuori ma… dentro. Immaginare oggi il futuro, percorrere ieri territori sconosciuti e inesplorati, ha chiesto a innovatori ed esploratori di superare prima di tutto una barriera culturale, nella testa: la certezza che oltre a quel che conosciamo c’è sempre un mondo da scoprire. E questa ricerca, che richiede coraggio, tenacia, curiosità, secondo me ci fa capire davvero chi siamo. E ci rende migliori.

Esiste una storia che non hai ancora incontrato e che ti piacerebbe raccontare?

Spero che oggi già ci siano ragazzi che ispirati dalle storie di Italiani di Frontiera affrontano con più coraggio e fiducia il loro percorso, di studenti, imprenditori, innovatori. Sogno in futuro di poter raccontare di qualcuno di loro che cogliendo l’importanza della narrazione, delle storie per ispirare gli altri, si metta in gioco decidendo di diventare lui stesso un narratore, con strumenti, modalità e visione più innovativi dei miei. Sarebbe una bellissima storia di passaggio di testimone…

Grazie Roberto, ci vediamo giovedì a Meda.

Roberto Bonzio autore del progetto Italiani di Frontiera

Roberto Bonzio Italiani di frontiera

08/04/14 – Treviso – ventennale dell’università Ca’ foscari a treviso – teatro Mario del Monaco e Casa dei Carraresi
©Marco Sabadin/Vision

Roberto Bonzio tour Italiani di Frontiera

Trecentosei mani. Una vanessa4newcraft.

7 giugno 2016. Una giornata che ricorderemo per sempre.

Ore 7.00: ritrovo in laboratorio per recuperare gli ultimi attrezzi, caricarli velocemente sul furgone e imbattersi nel traffico della Milano-Meda. Presenti KingFlavio e Filippo Berto.

Ore 7.52: il primo è già arrivato alla fabbrica del vapore. Carlo Alberto attende di poter entrare e vedere cosa ne sarà del resto della giornata.

Ore 8.24 Filippo e KingFlavio fanno il loro ingresso nella Cattedrale sede della mostra New Craft, accolti da Sara. Prendono posto al tavolo centrale e ansiosi di iniziare fanno i primi test. Incorda e disfa. Stendi il denim, ri-arrotola il denim. Prova il compressore, cerca una presa libera, stacca il compressore.

Poco dopo arrivano i videomaker, Mariann e Valentina. Arrivano Bruno Rho e Pietro Virzi. Arrivano con un ritmo che abbiamo decifrato più tardi, interrogandoci su cosa fosse quella sensazione di sacralità che circondava il tavolo di lavoro. Ed è grazie a ognuno di loro se siamo arrivati sino in fondo.

Alle 18.00 la magia: un’ora serratissima, cinque persone contemporaneamente al lavoro, arrampicati sulla poltrona, sostenute da un capannello che si era creato intorno, stretto, accalorato, nervoso e stupito. Non si molla. Non si molla proprio adesso. Ci siamo quasi.

Tocca a Stefano Micelli, preceduto da Giorgio Berto che, come uno sherpa, gli indica il cammino per posizionare i piedini e fissarli con l’avvitatore. Si va veloce, si va sicuri.
Poi, come in una sospensione mistica, eccola. Appare agli occhi di tutti.

È lei. È vanessa4newcraft.

 

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