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We Say

I molti “perché” della nostra comunicazione, nel racconto del nostro lavoro.

filippo berto a #nuovitalians

La nostra comunicazione non è frutto di analisi di mercato o focus group: nasce – come tutto, qui da noi – dal lavoro delle nostre mani.

E’ da lì che abbiamo tratto ispirazione quando, davanti al foglio bianco delle possibilità, cercavamo di immaginare l’approccio giusto per noi.

Qualcuno ha detto “facciamo il marketing con le nostre mani“: in effetti, l’idea è proprio quella.

Inoltre, c’è una piccola ma significativa differenza. Non vogliamo persuadere nessuno, ma semplicemente raccontare.

E, avendo la fortuna di una forte tradizione artigiana, altrettanto fortemente proiettata in avanti, il compito è relativamente facile.

Dobbiamo “solo” raccontare chi siamo e cosa facciamo.

Il media è la rete; mentre il formato è il video di brevissima durata, circa 30 secondi l’uno.

Il concetto di fondo l’abbiamo chiamato “PercheBerto”, in modo da avere una parola di riferimento, un “nome” da richiamare ogni volta che serve, tanto più che spesso comunichiamo via Twitter, dove le brevi frasi senza immagini la fanno da padrone.

Un caso in cui avere un’etichetta – o un “hashtag” come dicono i più competenti – può aiutare molto.

Ma soprattutto, “PercheBerto” sintetizza in modo efficace tre cose:

1. Descrive un elemento di differenza importante, e in ogni video ce n’è uno

2. Ci ricorda che dobbiamo chiederci continuamente perché qualcuno dovrebbe scegliere il nostro prodotto

3. Racconta la nostra identità: il perché dei nostri prodotti e della nostra attività è radicato in ciò che siamo: non potremmo essere null’altro, perché questo è ciò che ci hanno insegnato i nostri padri e i nostri maestri

Una nota a parte, poi, meritano gli “attori” scelti per raccontare i nostri perché: anche qui, sono le persone coinvolte giorno per giorno nel lavoro dell’azienda.

Tutti loro “ci mettono la faccia”, come ci ha insegnato la rete.

Detto questo, possiamo distinguere le nostre videopillole a seconda dell’argomento trattato. Sotto il grande cappello del “PercheBerto”, infatti, gli approcci sono diversi.

Riportiamo qui l’elenco dei video realizzati finora: cliccando sul link si va direttamente su YouTube dove si può vedere il video.

[NB: La lista è in evoluzione, per ora siamo a 23 video, che continueremo ad integrare nel tempo].

Aspetti di prodotto – Perché scegliere un divano o un letto Berto 

PercheBerto n. 1 – Perché i nuovi letti contenitore Berto non ti rubano spazio.

PercheBerto n. 2 – Perché il comfort dei letti Berto è garantito nel tempo da un doppio binario in ferro.

PercheBerto n. 3 – Perché il comfort dei nostri letti si basa su 3.000 ottimi argomenti.

PercheBerto n. 4 – Perché i nostri letti hanno materassi con molle indipendenti e materiali a memoria di forma.

PercheBerto n. 5 – Perché i nostri divani letto si possono aprire fino a 4.500 volte.

PercheBerto n. 8 – Perché il nostro divano Chester è fatto come nel XVII° secolo (o quasi).

PercheBerto n. 12 – Perché i nostri divani letto sono veri divani e veri letti.

Aspetti artigianali – Perché le nostre lavorazioni seguono certi criteri

PercheBerto n. 6 – Perché tutti i nostri divani hanno la struttura in legno massello.

PercheBerto n. 7 – Perché i divani classici Berto hanno molle biconiche in acciaio e non semplici cinghie elastiche.

PercheBerto n. 22 – Perché non esiste un divano Berto uguale a un altro.

Aspetti culturali – Perché è importante conoscere i materiali 

PercheBerto n. 15 – Perché la pelle pieno fiore ha i suoi segni particolari.

PercheBerto n. 16 – Perché la pelle pieno fiore si chiama così.

PercheBerto n. 19 – Perché il molleggio a sponda è la dimostrazione che la tradizione fa stare più comodi.

Aspetti di servizio – Perché è più pratico, utile, facile, semplice, sano l’uso di un nostro prodotto o servizio

PercheBerto n. 9 – Perché, con i nostri divani Chester, se salta un bottone non sibutta via il divano.

PercheBerto n. 10 – Perché i nostri divani letto hanno una protezione dei meccanismi di apertura.

PercheBerto n. 11 – Perché il divano letto a castello ha bisogno di una chiave di sicurezza.

PercheBerto n. 14 – Perché le imbottiture in piuma dei divani Berto hanno rispetto della tua salute.

PercheBerto n. 17 – Perché la pelle protetta è l’ideale per l’uso quotidiano del divano.

PercheBerto n. 18 – Perché il divano in pelle è ideale per chi soffre di allergie.

PercheBerto n. 20 – Perché i nostri divani offrono un comfort personalizzato.

PercheBerto n. 21 – Perché un divano Berto ti fa sentire coccolato ancora prima di comprarlo.

PercheBerto n. 23 – Perché i nostri divani si adattano alle misure della tua casa.

 

Il divano Richmond e la poltrona Kingdom arricchiscono la collezione dei Chesterfield Berto.

Come promesso, i nuovi prodotti della collezione Primavera 2012 sono online e già disponibili in showroom!

Cinque le novità che vi racconteremo nei prossimi post.

Il post di oggi è dedicato alla nuova collezione dei divani Chesterfield Berto che si amplia con il divano Richmond e la poltrona Kingdom.

Il divano Richmond è un classico capitonnè rivisitato da Berto Design Studio. Per gli amanti del bello senza tempo, il divano Richmond è caratterizzato da preziosi ed esclusivi dettagli che ne fanno il fiore all’occhiello delle collezioni e di divani e poltrone Chester Berto: le bullette in ottone anticato che delimitano il perimetro della lavorazione dei braccioli e della fascia trapuntata; il cuscino di seduta intero in morbida piuma d’oca; l’anticatura fatta completamente a mano, tamponando la pelle ed asportando il colore con sapiente abilità artigiana.

Il divano Richmond è disponibile nella versione 2 posti, 2 posti maxi e 3 posti, in versione dormeuse e pouf.  Ma è un divano realizzabile anche su misura  secondo specifiche esigenze di dimensione e imbottiture. Per i rivestimenti sono disponibili più di 3000 tessuti, pelli fiore e pieno fiore.

La poltrona Kingdom è la poltrona chesterfierld di stile inglese liberamente reinterpretata. Mantenendo note tradizionali e classiche come il piedino intagliato e la lavorazione capitonnè all’interno dello schienale, la poltrona Kingdom reinterpreta con grande personalità ambienti classici e moderni dal gusto vintage.

Per entrambe le novità della collezione Chesterfield, così come per tutti gli altri prodotti della categoria, la lavorazione capitonnè è realizzata con il metodo tradizionale, completamente a mano.

E a proposito della poltrona Kingdom, potrebbe esservi capitato di vederla in un recente spot tv. Chi indovina quale?

Indizio: c’è una gallina che si chiama Rosita…

Parlando di Brianza, artigianato, futuro: qualche spunto per la discussione.

Come diciamo sempre, ci piace essere aperti al dialogo, non solo quando abbiamo la fortuna di essere coinvolti in eventi pubblici, ma anche e soprattutto qui, sul nostro blog.
Ultimamente siamo stati sollecitati varie volte a raccontare e spiegare il nostro lavoro. Questa attenzione che ci ha lusingato moltissimo, e ci ha portato a riflettere per cercare di capire come raccontarci al meglio, pensando al futuro nostro e di chi lavora con noi, che – non dimentichiamolo – è l’intero distretto brianzolo.
Su questo, vi proponiamo sette spunti di discussione.
1.
Il web può essere un ponte tra la Brianza e il mondo.
Quando nel nostro showroom entra un cliente russo, o svedese, o svizzero, ci viene un po’ da chiederci… ma da dove arriva?
Poi ci ricordiamo che il web è un ponte con il mondo, che noi frequentiamo dal 2001. Questo approccio potrebbe fare del bene anche al nostro distretto: il web, opportunamente frequentato, ha la capacità di far incontrare le persone sul territorio.
2.
La qualità delle nostre produzioni artigianali ci rende interlocutori privilegiati a tutti i livelli.
La ritrosia nel proporsi che talvolta ha contraddistinto la Brianza non è giustificata a livello qualitativo, anzi: la qualità dei nostri prodotti ci premia in tutti i confronti.
Nelle conversazioni online, persone in tutto il mondo ricercano ed apprezzano l’artigianato brianzolo, dipende da noi prendere la parola e farci conoscere. Ancora una volta, il web è la frontiera di tutti i mercati.
3.
Ci vuole integrità tra prodotto, azienda, comunicazione.
Noi cerchiamo ogni giorno di imparare questa lezione: tutto è comunicazione, tutto è prodotto.
Rispondere ai contatti mail in tempo reale non fa parte dei fattori distintivi di un’azienda, quanto e forse più dei suoi prodotti?
A che serve fare il miglior divano del mondo se poi non si può sostituirvi un bottone in modo facile, sostenibile, accessibile?
4.
Occorre metterci la faccia.
Saranno i social network, sarà che si lavora 24 ore al giorno, sarà Google, ma a noi sembra che se non ci metti la faccia, oggi non sei più credibile.
Sono passati i tempi (e forse è una fortuna) in cui bastava scrivere “Made in Italy” o atteggiarsi a brand patinato.
Per noi, almeno, è premiante presentarsi in modo diretto e trasparente, ringraziare per il contatto su Facebook, dire al telefono “sono al suo servizio, le lascio il mio cellulare”.
Senza contare che non tutti posono permettersi questo atteggiamento di apertura e trasparenza… motivo in più per perseguirlo.
5.
Sperimentiamo, prepariamoci a cambiare.
Oggi non è come ieri, domani sarà diverso da oggi.
L’evoluzione della specie va accompagnata e favorita, addirittura cercata, a qualunque costo. E’ una fatica quotidiana, ma solo chi sa adattarsi sopravvive.
6.
La comunicazione è una delle colonne che tiene viva l’azienda.
Un atteggiamento di continua narrazione, la consapevolezza che ogni cosa comunica, a partire dal prodotto fino alla firma della mail, l’attenzione alle relazioni: notiamo che tutto questo è sempre più collegato, nella mente dei clienti, viene tutto riportato a una certa azienda, a un certo nome.
E poi, scusate lo scatto d’orgoglio, ma chi – al mondo – ha valori e tradizioni artigianali così belle e importanti? Concediamoci il piacere di raccontarle!
7.
Fare tutto come fossimo online.
Il tempo medio di permanenza su una pagina web è tra i 25 e i 60 secondi: cerchiamo di comportarci come se sapessimo sempre – in showroom, nelle consegne, nei contatti commerciali – che abbiamo pochi secondi per persuadere un cliente a sceglierci. Fa una bella differenza!

#nuovitalians, una scommessa sul futuro.

Non è facile mettere insieme e decifrare tutte le sensazioni di ritorno da #nuovitalians .

Vorrei ringraziare tantissimo tutti gli amici che ci hanno seguito e supportato su Twitter e Facebook.

Grazie a loro ho sentito davvero tanta energia che mi ha aiutato moltissimo.  Qui trovate un interessante livetwit by Gino Tocchetti.

Vorrei provare qui a ringraziare in modo molto particolare Stefano Micelli.

Con il suo lavoro, il suo impegno e la sua passione, ha il grandissimo merito di aver innescato nel paese una nuova forza trainante che coinvolge e modifica il modo di lavorare, di pensare al lavoro e quindi di immaginare il  futuro.

Senza la sua passione genuina e la sua incessante attività di ricerca e di rete tra imprenditori e istituzioni non avremmo visto così tanti soggetti coinvolti nel rilancio e nella scommessa sul made in Italy, sul futuro del lavoro artigiano.

Dal punto di vista personale credo di avere vissuto e condiviso (in modo evidente!) con chi mi ha seguito, l’emozione fortissima di partecipare a qualcosa di veramente grande,  che ha l’ambizione di dare slancio all’Italia per un futuro artigiano nuovo.

E questa agitazione mi ha segnato fin dai giorni precedenti, dalla preparazione delle slides al pensare a cosa fosse opportuno comunicare o mettere in rilevo.

Nonostante ultimamente non manchino le occasioni,  stare di fronte al pubblico per me non è ancora così facile. Per essere chiaro,  ero così teso che avrei potuto spezzarmi in due!

Sentivo soprattutto il carico di non deludere tutti coloro, e sono tanti, che stanno credendo in me e che stanno lavorando con me per farcela, per lasciare il segno.

Poi,  una volta raggiunto il palco, è stato tutto molto veloce.

Beppe Severgnini sa metterti a tuo agio e il clima era veramente sereno e rilassato.

Parlando poi con gli amici miei più cari, ma anche rivedendomi, credo che in fondo si sia capito il nostro messaggio.

Tre concetti, Brianza, Racconto, Perchè, sui quali in ogni caso continueremo a lavorare con umiltà ed orgoglio per molto tempo.

Ascoltare le storie entusiasmanti  degli altri 9 nuovi “Italians” , molto appassionate e incredibilmente vere,  e vedendo tutto il feedback che la rete ha rilanciato in merito al progetto, ho sentito ancora che chi come noi sta affrontando un periodo di certo non positivo dal punto di vista dello scenario economico, non è solo.

Sono tanti, siamo in tanti a darci da fare, accomunati dal desiderio di lasciare il segno e di provare a farcela,  nonostante tutto.

Per chi si è perso l’evento, qui lo trovate ancora on demand fino al 31-12-2012, oppure,  se volete vederlo LIVE, venite a trovarci ;)  

Domani, ai #nuovitalians, vorremmo dire tre parole. Brianza. Racconto. Perché.

Lusingati per questo riconoscimento (“10 tra i più brillanti giovani imprenditori italiani, dice il sito di Nuovi Italians Crescono), emozionati per l’appuntamento con il grande Severgnini (ci aspetta sul palco con il suo tipico sguardo diretto e stile tagliente), desiderosi di sottolineare nel modo giusto i valori che ci hanno permesso di metterci in luce, abbiamo pensato ai tre concetti fondamentali del percorso di Berto Salotti.

Ecco quali sono:

Brianza

Tutto è nato qui, tutto si trova qui, tutto sarà sempre basato qui. Questa è la nostra scommessa: l’eccezionalità della nostro distretto e l’identità della nostra azienda sono una cosa sola. L’artigianato brianzolo non ha eguali nel mondo: lo stesso, fatte le debite proporzioni, può dire Berto Salotti.

Racconto

Ciò che facciamo lo raccontiamo: in rete, negli showroom, agli eventi. Raccontare significa condividere, condividere significa dialogare: per questo la nostra attività si nutre dello scambio che avviene con chi ci segue, con chi parla con noi, con chi ha la generosità di accompagnarci, lungo il nostro cammino di artigiani.

Perché

Il marketing noi lo facciamo chiedendoci, ogni giorno, una semplice domanda: Perché? Perché dovrebbero sceglierci? Perché fare le cose secondo la tradizione artigiana? PercheBerto, non a caso, si chiamano i video che realizziamo quando vogliamo spiegare le cose che ci distinguono: perché facciamo il Chester come lo facevano nel ’700, per esempio, o perché un certo tipo di sponda di poltrona che realizzano i nostri padri e nonni fa stare più comodi.

Queste tre parole sono la nostra storia.

Stiamo investendo moltissimo perché siano anche il nostro futuro, e l’incontro/intervista con Beppe Severgnini ci dà una grande carica. Grazie!

“Non è un Paese per Mediocri”. Beppe Severgnini parla di Meda? :-)

Ieri, domenica 29 aprile, sul Corriere della Sera Beppe Severgnini ha intitolato il suo pezzo sul premio per imprenditori “Nuovi Italians Crescono” così: “Non è un Paese per Mediocri“.

L’articolo è bellissimo, e non lo diciamo perché anche il nostro Filippo Berto sarà fra i 10 imprenditori italiani selezionati come nuovi italians, venerdì prossimo a Castelfranco Veneto.

Nel pezzo di domenica abbiamo, tra l’altro, ritrovato una frase molto importante di Thomas Friedman, presente anche nel libro di cui abbiamo parlato tempo fa: “Average is over”. Condividiamo in pieno.

Tornando a “Non è un Paese per Mediocri”, ci piace giocare con l’intepretazione di questo titolo.

Pensandoci, visto che tutti i divani Berto hanno il telaio in legno massello, visto che preferiamo le molle biconiche in acciaio alle cinghie elastiche che usano tutti, visto che i nostri nuovi materassi hanno 3.000 molle contro una media di mercato di 800, forse… il paese di cui parla Severgnini è Meda, in Brianza, dove ha sede la nostra azienda! :-)

Scherzi a parte, ci vediamo venerdì 4 maggio a Castelfranco Veneto, al Festival Città Impresa: Filippo dividerà il palco con il mitico giornalista, per 10 minuti di fuoco… vedremo se avrà ancora voglia di scherzare!

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