home

We Say

Vi sveliamo tutto quello che accadrà a BertO为Shanghai il 10 aprile, meno una cosa.

Design Shanghai e Crowdcrafing: in altre parole BertO为Shanghai.

La Cina è più vicina… Design a Shanghai anche e con l’avvicinarsi del Salone del Mobile e della fatidica data del 10 aprile, si avvicina anche il nostro magico incontro condiviso con Shanghai e tutto ciò che questa sfida rappresenta.

Qualche giorno fa ve l’abbiamo presentato: il crowdcrafting più folle che abbiamo mai pensato (e sì che nemmeno gli altri scherzavano…) avrà il suo kick-off, il suo vero momento di inizio nella giornata del 10 aprile.

Quel giorno il sole su Meda avrà certamente un raggio in più verso oriente, perché sarà presente nel nostro showroom una rappresentanza decisamente orientale di famiglie, professionisti, designer… gente qualsiasi: tutti diversi tra loro, ma con una cosa in comune: la Cina nella carta d’identità.

BERTO为SHANGHAI progetto di co-design shanghai

I nostri ospiti cinesi – che ci auguriamo di poter presto definire poi compagni di viaggio, lungo un percorso di crescita comune – si troveranno con designer, interpreti, tappezzieri, amanti del connubio design Shanghai e… un foglio bianco.

Il foglio bianco non sarà solo concettuale, simbolico (è il giorno in cui iniziamo a tracciare una presenza BertO a Shanghai, e vogliamo che il design di questa importantissima esperienza sia frutto di un approccio condiviso), ma sarà anche reale.

Matita alla mano, infatti, cercheremo di tracciare dei segni che tratteggeranno in vari modi quel che sarà il nostro impegno delle successive settimane e mesi: creare insieme il design del divano ideale per la città di Shanghai.

Un progetto dove la parola chiave non è divano, non design, non Shanghai, ma è insieme.

Per fare un tavolo ci vuole il legno, diceva la canzone… e per fare un divano?
Per fare un divano, secondo noi, non bastano le stoffe, i cuscini e le mani pur abilissime dei nostri maestri tappezzieri, no.

Per fare un divano serve innanzitutto che abbia senso.

Qualcuno sente forse la mancanza di prodotti insensati, creati senza pensare e prodotti senza capirne la vera funzione? Noi certamente no.

E da questa riflessione “che cosa serve per fare un divano a Shanghai” arriviamo alla definizione del nostro progetto e della nostra giornata condivisa, il 10 aprile.

Il progetto è proprio capire il senso profondo di un prodotto che vuole essere utile a una comunità specifica di persone, in questo caso gli abitanti di Shanghai. Di certo le loro esigenze non saranno quelle degli abitanti di Milano, o di Berlino o di Auckland, altrimenti… tutto sarebbe uguale per tutti.

Per produrre un divano in questo modo, e arrivare a qualcosa che sia davvero utile e sensato, secondo noi c’è solo un modo: ed è farlo insieme a chi lo deve utilizzare.

Ecco perché il 10 aprile BertO lavorerà una prima giornata insieme a un gruppo di cittadini cinesi che hanno accettato, con un entusiasmo che ci ha reso molto orgogliosi, di fare con noi questo piccolo-grande viaggio alla scoperta di un divano tutto da inventare.

BERTO为SHANGHAI crowdcrafting berto salotti

E veniamo al programma della giornata.

Ecco quello che faremo, lasciando ampi margini all’improvvisazione proprio come piace a noi:

  • Ci troveremo alle ore 18.00 nel nostro Showroom Berto Salotti a Meda, per una breve saluto da parte di Filippo Berto e un benvenuto nella parte esecutiva del progetto, già condiviso ampiamente ma che finalmente ci metterà tutti insieme in una stanza.
  • Presentazione dei presenti
  • Inizio dei lavori: brainstorming sulla base dei dati raccolti, grazie alla ricerca che è stata portata avanti nelle settimane precedenti, dove sono stati toccati tutti gli argomenti collegati al comfort di casa, alle abitudini tradizionali, alle scelte quotidiane, al vissuto del concetto di qualità, alle aspettative verso i prodotti
  • Sintesi dei concetti emersi
  • Ipotesi di sketch live, in diretta
  • Discussione aperta
  • Conclusioni primo incontro, lancio della successiva sessione di lavoro condivisa, a Shanghai
  • Apertura della serata agli ospiti, rinfresco

Non vi abbiamo svelato una cosa, in tutto questo ambizioso programma.
E non lo faremo nemmeno ora, perché crediamo nella partecipazione diretta, nell’incontro tra persone, nelle strette di mano e nell’investimento di tempo ed energia.

Per sapere qual è la sorpresa che teniamo in serbo per voi, la sera del 10 aprile… dovrete proprio essere dei nostri: vi promettiamo che tornerete a casa con un’idea nuova.

Anzi: 74.

Berto为Shanghai, ovvero la differenza tra vedere e capire la Cina

Cina: la differenza tra vendere e capire. Appunti di viaggio BertO tra Meda e Shanghai, percorso che inizia al Salone del Mobile 2019.

Siamo in un settore – la produzione sartoriale di arredi su misura made in Italy – dove l’espressione “andare in Cina o a Shanghai” è stata vissuta, nel tempo, con stati d’animo differenti.

Vi sono stati gli anni dell’entusiasmo, in cui ad alcuni è apparsa una opportunità straordinaria, e qualcuno l’ha colta. Euforia!
Vi sono stati gli anni in cui l’estremo oriente e la Cina in particolare si configurava, per parecchi colleghi, come un’occasione più unica che rara di riportare i fatturati sulla curva ascendente. Speranza.
Vi sono stati gli anni in cui quella regione asiatica sembrava mantenere certe promesse e non altre. Disincanto.

Per noi di BertO, che non abbiamo vissuto direttamente nessuno di quegli stati d’animo, la Cina rappresenta qualcosa di straordinariamente potente, e non solo nel senso della potenza che un paese di 1,5 miliardi di persone normalmente trasmette, no.

C’è una potenza incredibile nell’idea di avvicinarsi a un modo di vivere radicalmente diverso dal nostro, che però con il nostro ha in comune alcuni tratti fondamentali, che parlano di vivere quotidiano, di spazi per la famiglia, di occasioni conviviali.

Frequentiamo il mercato cinese da tempo, ma se l’idea di “vendere in Cina” non ci è del tutto sconosciuta, non possiamo dire lo stesso quando la questione diventa “capire la Cina”. Cioè comprendere i cinesi, entrare nel linguaggio quotidiano del vivere cinese.

Ecco perché il titolo di questo post parla di “differenza tra vendere e capire”. 
È su questo che stiamo lavorando.

BERTO为SHANGHAI crowdcrafting berto salotti

In fondo, quando abbiamo a che fare con i nostri clienti italiani od europei, nessun ostacolo culturale si frappone tra le nostre proposte e i loro stili di vita.

Ma se il divano lo proponiamo a Shanghai, siamo sicuri che venga recepito, compreso, interpretato nel giusto modo?

Nonostante i molti contatti – commerciali e non – avuti finora con il paese del dragone, noi non ne siamo affatto certi.

Non per questo rinunciamo al viaggio verso oriente, un percorso già iniziato che vorremmo trovasse coronamento proprio a Shanghai, con l’apertura di un nuovo punto vendita in quella fantasmagorica città, la più popolosa della Cina e del mondo, con i suoi 32 milioni di abitanti.

32 milioni di teste: quale il minimo comune denominatore di comfort? Quale la misura condivisa della qualità? Quale il codice interpretativo del “su misura”?

Domande per noi ancora senza risposta.
Domande che non vorremmo affrontare da soli, risposte che non vorremmo trovare da soli.

Cosa ne possiamo capire noi, italiani della Brianza, di come vive una famiglia cinese?
Del senso che ha una serata in casa per un gruppo di amici cinesi?
Del significato degli oggetti di arredo, inseriti in una cultura di cui neppure conosciamo l’alfabeto?

E quindi, eccoci. Partiamo per un viaggio che ci aiuti non a vendere ma a capire.  

In fondo è costume della nostra azienda cercare il contatto, proporre una condivisione di qualche tipo. Provare ad avvicinarci al cuore delle persone che vorremmo ci scegliessero, tentare di parlare al loro essere individui in un dato tempo, un dato luogo, un dato periodo della vita.

Vogliamo fare questo, per la nostra idea di “andare in Cina”: vogliamo metterci in viaggio insieme, e i compagni di viaggio per questo lunghissimo tragitto – geografico e culturale – vorremmo fossero cinesi.

Dove andiamo a parare?

Chi ci conosce, chi ha già vissuto i nostri progetti di co-creazione per Managua e per Manhattan, l’ha già capito: stiamo per tentare un progetto di crowdcrafting per la città di Shanghai.

In occasione del Salone del Mobile 2019, inizieremo un lavoro di progettazione e realizzazione condivisa di un divano, che nascerà dalle indicazioni sviluppate insieme – i nostri maestri tappezzieri con una rappresentanza più possibile estesa di cittadini cinesi – nel corso di una sessione condivisa che terremo nei giorni della Design Week nel nostro showroom di Meda.
E subito dopo, avviarci su un percorso di crowdcrafting che porterà al divano espressione di quel comune sentire che – speriamo – avremo potuto elaborare insieme.

Perché abbiamo imparato che, per la nostra azienda, il modo più appropriato di avvicinare un nuovo territorio – sia esso il Veneto o la Cina – non è mai con la tensione alla vendita, ma attraverso l’umiltà di comprendere le famiglie, le donne e gli uomini che abitano quel luogo.

Ecco perché il modo in cui BertO volge oggi lo sguardo al lontano Oriente, passa per un progetto di lavoro condiviso: un’idea concreta, da realizzare lavorando con le mani, insieme.
Mani italiane e mani cinesi, al lavoro fianco a fianco con lo scopo sia di realizzare qualcosa di unico, su misura per la città di Shanghai, sia per conoscersi a vicenda.

Saremo capaci di farlo?
Riusciremo a intenderci?
Avremo il coraggio necessario a rinunciare a ciò che sappiamo, per abbracciare quel che apprenderemo?

Berto为Shanghai è questo, sarà questo, o non sarà nulla.

Appuntamento al Salone 2019!

La firma BertO su un cronometro. Nuova estensione di brand? No, nuova velocità di consegna (vedi alla voce BertoPrima).

La firma BertO: un nuovo modo di definire la consegna “rapida”.

La firma BertO, dal 1974 viene apposta su tanti prodotti diversi, tutti i meravigliosi oggetti che escono dalla Tappezzeria Sartoriale.

Può essere un divano, un letto, una poltrona, una sedia o un tavolo… perché allora vi parliamo di cronometri?

Perché ci siamo messi in testa di firmare anche i tempi di consegna.

Pensiamo che una cosa bella, una cosa creata con amore e competenza, una cosa magari realizzata su misura per le nostre precise e personali esigenze, possa contemplare anche una consegna rapida.

Scelto l’abito, vorremmo indossarlo.

Scelta la meta, si vuole partire.

Scelto un piatto, inizia l’acquolina.

consegna rapida firmata berto salotti

Esattamente per questo motivo – perché riteniamo che la considerazione verso i nostri clienti non possa prescindere da aspetti solo apparentemente collaterali, quale ad esempio il tempo di attesa tra la scelta di un prodotto e il suo utilizzo – abbiamo pensato a un modo di accorciare, e di molto, i tempi di consegna.
A una nuova forma di consegna rapida.

“Quanto tempo, quanti giorni devo attendere, prima di accomodarmi sul bellissimo divano che ho scelto?”

Con noi, grazie al servizio BertoPrima, un tempo molto breve.

A seconda della zona di riferimento, arriviamo ad appoggiare il nuovo divano sul pavimento del soggiorno di casa anche in sole 48 ore dal momento dell’acquisto.

Forse vi chiederete se abbiamo inventato la macchina del tempo, o se abbiamo acquistato da Elon Musk un brevetto inedito sul teletrasporto… 🙂

Nulla di tutto questo.

La differenza la fa la scelta di utilizzare i nostri automezzi e non corrieri o spedizionieri esterni.
Una opzione al servizio dei nostri clienti, che permette a loro di assaporare il piacere di un pezzo BertO in tempi rapidissimi, e a noi… di apporre la firma anche su cronometro!

BertoPrima consegna rapida di prodotti berto realizzati nella Tappezzeria Sartoriale di meda per essere spediti in 48 ore

La notte porta consiglio. E un divano Time Break ad alta quota.

Questa è la storia di una consegna speciale. Più che speciale, volante!

Avete mai visto un divano volare? Per di più nel cuore della notte sotto un cielo stellato? Come immaginare una consegna più speciale di questa?

No, non abbiamo finito tutte le birre nel frigorifero BertoLive.
È successo davvero, la notte scorsa, nel Principato di Monaco.

Se siete pratici di quelle zone, vi sarà capitato di notare che durante il giorno è assolutamente impossibile scorgere tra le vie qualsiasi tipo di pedana, blocco del traffico per trasporti eccezionali o soste particolari.

Se siete invece pratici della movida monegasca, sapete che solo di notte è concesso di effettuare questo genere di operazioni (la casa è situata nel centro, impossibile sostare con una pedana e bloccare il traffico durante il giorno).

Ecco perché, per portare il nostro divano Time Break all’ottavo piano, questa notte abbiamo deciso di fargli prendere il volo.

Consegna speciale: divano time break vola sul Principato di Monaco

Come nasce questa storia, oseremmo dire magica?

Un lunedì mattina di qualche settimana fa riceviamo una mail che riportava:
Buongiorno, ho bisogno urgentemente di un divano. È possibile ordinarlo e averlo in due settimane? E a Monaco?

Le sfide ci sono sempre piaciute. Alla domanda è seguita la risposta: “Va bene tra due settimane con consegna nelle prime ore della mattinata?

Sfida accettata, richiesta esaudita e da allora è nata una splendida collaborazione che ci ha portato a conoscere esigenze molto particolari e specifiche, raffinate, personali e custom sia nei rivestimenti sia nei dettagli.
Ci siamo appassionati tantissimo a progetti d’arredo da inventare da zero (sono nate superfici progettate inizialmente lisce e trasformate in sculture con lavorazione capitonné, accostamenti di morbidissimi nabuk color naturale e jacquard dalle tonalità vivide e cangianti).

Fino alla consegna del Time Break volante di questa notte.
Oltre ad essere un divano speciale, per come è stato realizzato, da chi e per chi, l’arrivo nella casa è stato spettacolare.

Prima di tutto il cliente. Nasce #BertoPrima.

Ci piace essere concreti.

Il fatto che il cliente venga prima di ogni altra cosa, beh, è condiviso da molti. Giustamente: ogni azienda sana, ogni marchio serio, ogni attività lungimirante sa che il cliente è la cosa più importante.
Anche per noi di BertO è lo stesso: il cliente viene prima.

Ma – come dicevamo, ci piace essere concreti.
Fare i fatti, prima di annunciare le parole.

Quindi ecco cosa c’è dietro questa parolina, “prima”, che oggi ci aiuta a presentare un servizio nuovo: BertoPrima.

Sono solo 5 lettere, ma racchiudono due elementi fortissimi, su cui la nostra azienda investe ogni giorno energie e risorse.

Bracciolo divano in tessuto su misura Time Break

Nel servizio BertoPrima c’è una promessa e c’è un impegno.

La promessa: che tutto ciò riguarda un determinato prodotto sia di prima qualità, prima scelta, prima classe.
Il top, in tutto, senza se e senza ma.

L’impegno, invece, riguarda i tempi di consegna: il vostro divano, la vostra poltrona, il vostro letto arriveranno prima.
n tempi straordinariamente brevi.

Il meglio, prima: sembra un concetto semplice, e lo è in effetti… metterlo in pratica, invece, non è per nulla semplice.

Ma mantenere questa promessa e questo impegno è fondamentale per noi.

Per questo e ci siamo preparati in modo adeguato, ragionando intensamente e a lungo sui nostri processi interni, sulle scelte di logistica e catalogo, sulle proposte in grado di fare la differenza sul mercato. E anche sulle nostre capacità di essere all’altezza.

Infine, quando abbiamo messo a fuoco sia il concetto di

“migliori prodotti con i migliori tempi di consegna”
sia la nostra capacità di soddisfare aspettative così elevate, abbiamo ricercato una sintesi, un modo semplice di dire

“facciamo il meglio che possiamo, per te”

e siamo arrivati a proporvi BertoPrima.

La nostra promessa, il nostro impegno è di far fede a questa parola, sostenendola con i fatti.

Perché sappiamo che le uniche parole degne dell’attenzione di chi ci segue – non importa se un cliente importante, un nuovo contatto che ci legge online, o un giovane tappezziere al suo primo mese di laboratorio BertO – sono quelle che raccontano qualcosa di concreto.

E con la concretezza, l’umiltà e il rispetto che ci derivano dall’abitudine a lavorare con le mani, oggi ci permettiamo di dirvi una nuova parola, BertoPrima.

Una nuova parola su cui cuciamo – come fosse un punto di capitonné – tutta la nostra dedizione al miglior servizio possibile.
Acquista tutti i modelli BertoPrima nei nostri showroom Berto Salotti oppure direttamente online!

divano letto matrimoniale gulliver

Divano Johnny con pouf capitonné BertoPrima pronta consegna

Poltrona Hanna BertoPrima pronta consegna

Letto Chelsea BertoPrima in pronta consegna

Berto Caso Studio: nasce la sezione Tesi di laurea e Libri

Nasce la sezione Caso studio BertO: Libri e tesi di Laurea nel sito bertosalotti.it. Nulla di nuovo, se pensiamo a Fioravante Berto.

Siamo artigiani. Lavoriamo con le mani.

Fino a pochi anni fa, i professori, l’istruzione, il concetto stesso di studio risvegliava in chi fa il nostro lavoro un disagio più o meno consapevole, più o meno ammesso a noi stessi.
Tradizionalmente, nel mondo artigiano, va in laboratorio chi non ha più voglia di andare a scuola.

Quel DNA da qualche parte c’è tuttora, ma è un DNA… leggermente rivisto e corretto, in chiave evolutiva.

Questa evoluzione, come mille altre che ci riguardano, è opera di un certo Fioravante Berto.

Caso studio tesi di laurea BertO

Ci piace ricordare – mentre inauguriamo quella parte del nostro sito che parla di casi studio e di tesi di laurea, così come di formazione permanente – il nostro co-fondatore, il quale iniziò la carriera artigiana con la semplice 5a elementare.

Dopo i primi anni, in cui imparò ben bene il mestiere, intraprese la strada dell’azienda, fondando la Berto Salotti insieme al fratello Carlo Berto.

Gli anni passano, l’azienda cresce: a 35 anni Fioravante è ormai un imprenditore noto nel settore. 

Ed è in questo periodo, appunto all’età di 35 anni, che Fioravante decide che è ora di imparare l’inglese.

E… lo fa!

Lo impara perfettamente, ma ormai il processo di evoluzione formativa del nostro fondatore è avviato.

Prosegue infatti con l’iscrizione alla Scuola Media – a 45 anni  e con la successiva Scuola d’Arte applicata al legno, dove svolge un importante percorso, improntato anche alle espressioni artistiche del disegno a mano libera e dal vero.

E veniamo al 2019.

Il collegamento tra il passato di cui è stato protagonista Fioravante e il presente dei molti che – da ogni parte del mondo e grazie alla tecnologia – entrano in relazione con la nostra attività artigiana, per studiarla e approfondirla fino a renderla un caso studio per tesi di laurea, è dato da un fil rouge molto particolare, che ci ricollega alle nostre origini e ci orienta verso le sfide future.

Questo fil rouge si chiama umiltà e voglia di imparare, una tensione al cambiamento che – ne siamo convinti – i giovani che decidono di fare la tesi di laurea su di noi sentono come propria.

Welcome to Bertostory

Add you text here. Leave this and the heading blank to remove this completely.

FOLLOW US!

Facebook Twitter Instagram GooglePlus Follow Me on Pinterest YouTube Flickr

#BertoLive

Gli argomenti di Bertostory

Archivi