home

We Say

Divano Chester, icona di stile in edizione limitata.

C’è qualcosa di naturalmente lussuoso e familiare nei divani Chesterfield,  motivo per cui questo stile ha attraversato i  secoli rimanendo un’icona e un classico della tappezzeria.

Abbiamo pensato a una collezione di divani Chester che unisca l’esclusività della lavorazione tradizionale, l’eccellenza di un rivestimento in pelle, selezionato tra i migliori manti di origine europea, e l’unicità della tecnica messa in atto da Carlo Berto e Flavio Cairoli che realizzano a mano ogni singola piega.

Nasce così la collezione Divani Chester in pelle Limited edition.

divano Chester con molleggio a sponda tradizionale

Realizzarne uno con metodo tradizionale significa mettere in pratica tecniche di oltre due secoli, tramandate dai maestri tappezzieri e utilizzate come una carta geografica che attraversa la storia del mobile, del vivere domestico e del design.

Nelle forme più contemporanee, il rivestimento può essere in velluto oppure con tessuti stampati e fantasia floreale. Ma è in pelle che il Chesterfield raggiunge la sua massima espressione.

Per questo motivo abbiamo selezionato una collezione di pelli in edizione limitata morbide e avvolgenti, pensate per realizzare dei veri e propri pezzi unici.

Perché scegliere il Chester BertO in pelle limited edition:

-Puoi scegliere un comfort per la seduta ottenuto con il tradizionale molleggio in acciaio, realizzato esclusivamente a mano come nel XVII secolo. È una lavorazione d’alta tappezzeria, detta anche “sponda a molla”. Guarda qui le video pillole #PercheBerto dedicate alla lavorazione chesterfield.

-Ha una struttura in legno massello di abete o faggio, garantita vent’anni.

-La lavorazione capitonnè è eseguita a mano a regola d’arte dai nostri maestri tappezzieri.

La superficie esalta al massimo la lavorazione capitonné: liscia, con una grana leggera e delicata, elastica e avvolgente.

Le colorazioni sono naturali e sofisticate: bianco latte, avorio, cioccolato e nero, selezionate per aumentare il loro prestigio con il passare degli anni.

La pelle fiore protetta è particolarmente resistente agli agenti esterni, facilmente pulibile anche con un panno umido, asciutto e pulito.

È indicata per un utilizzo quotidiano e consigliata a chi soffre di allergie: non assorbe la polvere e si pulisce facilmente.

Scopri come personalizzare le finiture, i dettagli e acquista il divano Chester in pelle Limited edition online oppure nei nostri punti vendita di Meda e Roma.

Ti piacerebbe realizzarlo con le tue mani insieme a Flavio?
Parla con Maurizio e prenota la tua giornata di Crowdcrafting al numero 0362-333082 oppure scrivendo a servizio.clienti@bertosalotti.it.

Pelle fiore avorio, bianca, testa di moro e nera

Divano chester pelle limited edition BertO

Istituzioni artigiane: gli strumenti del fare a #NewCraft

Cos’hanno in comune il mosaico romano, una borsa in feltro, l’arte del decoro a intarsio, occhiali gioiello e una tradizionale sartoria a cavallo tra la prima e la seconda generazione?

Un progetto chiamato Botteghe digitali. Ma non solo.

All’interno della suggestiva “cattedrale” della Fabbrica del Vapore – dove è allestita la mostra New Craft in occasione della XXI Triennale di Milano – si sono incontrati oggi alcuni dei più influenti comunicatori del web per scoprire quali straordinarie storie possano nascere da cortocircuiti creativi.

Stefano Micelli per Botteghe digitali a New Craft

Stefano Micelli, curatore della mostra New Craft

La protagonista di oggi è stata una nuova umanità finanziaria: Banca IFIS, partner della mostra e organizzatrice della giornata, ha deciso di investire sullo sviluppo digitale delle PMI creando uno strumento per promuovere la digitalizzazione dell’artigianato e del Made in Italy, chiamato Fare Impresa Futuro, con l’obiettivo di:

-condividere e promuovere i valori che la mostra New Craft racconta fino al 12 settembre;

-aiutare un gruppo di cinque imprese artigiane, attraverso il progetto Botteghe digitali, ad affermarsi nel mercato.

L’interesse per il nuovo mondo artigiano dimostrato da grandi gruppi non è una novità. Il circolo virtuoso che ha coinvolto colossi come Google, Samsung e Banca Ifis ha mostrato oggi che i confini tra Piccole e Medie Imprese e grandi investimenti hanno ancora una volta rotto gli argini, stupendoci con nuove forme di collaborazione e di crescita reciproca.

Quando Giovanni Bossi CEO Ifis ha raccontato di una “nuova” era del sistema bancario con al centro l’impresa, lo ha fatto in seguito a un percorso che comprende due anni di studio sulle imprese artigiane italiane realizzato con Fondazione Nord Est, una call per selezionare imprese meritevoli su cui investire, costruendo così una “macchina da guerra” che potesse aiutare a crescere le cinque aziende selezionate, e infine creando un format ripetibile e stabile.

In fin dei conti, anche la banca si è costruita una nuova cassetta degli attrezzi da poter condividere e utilizzare con un nuovo artigiano cosmopolita.

Per tornare alla domanda iniziale, ovvero cos’hanno in comune un istituto bancario e il mosaico romano di Studio Cassio, una borsa in feltro di Lefrac, l’arte del decoro a intarsio di Mobili Aresi, occhiali gioiello di Occhialeria Artigiana e una tradizionale sartoria a cavallo tra la prima e la seconda generazione come Sartoria Concolato?

Un progetto, una visione condivisa e l’appartenenza a un nuovo standard.

New Craft botteghe digitali

Il Primo Maggio Brianzolo

Non è troppo tardi per augurare una buona festa del Primo Maggio ai ragazzi della BertO che oggi si sono dati da fare per servire i nostri signori clienti. Grazie di cuore per il vostro lavoro anche oggi!

Scorrendo i ricordi che Facebook mi suggerisce, vedo che questo è il mio Primo Maggio a riposo da molti anni. Me lo sono goduto come una conquista anche se in fondo mi è spiaciuto non essere insieme ai ragazzi. Ogni anno infatti era un grande onore per me celebrare il primo maggio lavorando, alla faccia di ogni retorica.

Pensando a questi sacrifici, e alla fatica di questi anni, che solo gli addetti dietro le quinte della nostra azienda conoscono, i pensieri vanno diretti a questo ultimo Salone del Mobile.

Il “Salone dei record” come è stato ribattezzato grazie ai numeri formidabili dell’edizione 2016 comunicati con orgoglio del Cosmit.

courtesy Salone del Mobile Milano

Oltre i numeri positivi, per chi ha avuto la fortuna di conoscere molti retroscena è stato senza dubbio il salone del lavoro più duro per centinaia di imprenditori e collaboratori del settore. Gli Addetti ai lavori sanno che quest’anno la crisi ha presentato il conto più salato agli operatori del legno arredo. I responsabili principali sono stati ancora una volta i mercati Russi, ormai mortalmente colpiti dalle sanzioni, ma anche la Cina che non è decollata e che ha visto molti investimenti delle nostre aziende trovare difficili e più lunghi ritorni, oltre ad un mondo del retail che sta cambiando profondamente i suoi connotati.

Passando per gli stand potevi scorgere nei volti degli imprenditori tutta la durezza dei momenti passati a pianificare nuove strategie e nel contempo a lavorare duramente notte e giorno per mesi e fino all’ultimo minuti, insieme a validissimi collaboratori, per costruire i modelli vincenti in grado di fare innamorare il mondo.

photo by Stefano Arnaldo Sala

Che bellezza, che forza e che grandiosità, in quelle espressioni di sofferenza, fatica e preoccupazione mascherate da sorrisi entusiasti!

E’ un peccato che non si possano vedere e comunicare tutti questi retroscena, sarebbe fantastico! Ci potremo fare un bellissimo film per rendere onore e valorizzare ancora di più tutto il lavoro fatto.

Gli imprenditori Brianzoli e i loro collaboratori sono stati in grado di costruire l’evento dei record e di entusiasmare ancora una volta i clienti più esigenti del mondo, nonostante tutte le difficoltà e contro ogni aspettativa.

Non è troppo tardi ancora una volta, augurare a tutti questi eroi una buona festa del Primo Maggio.

Un augurio a chi il lavoro lo crea e lo sostiene veramente, con sacrifici che meriterebbero un film, anzi un colossal o almeno una maggiore considerazione da parte delle istituzioni e del pubblico abituato solo a vedere la facciata luccicante di questo inimitabile show internazionale.

courtesy Slone del Mobile Milano - Giorgetti Meda

courtesy Salone del Mobile Milano – Giorgetti Meda

courtesy Salone del Mobile Milano – Asnaghi Interiors

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

credits: courtesy Salone Del Mobile Milano

Fare è Innovare. La rivoluzione artigiana di Stefano Micelli.

Lo dichiaro subito e non posso certo nasconderlo, sono un grandissimo fan di Futuro Artigiano.

Chi ha vissuto come me in prima persona il percorso di riscoperta e valorizzazione del lavoro artigiano con Stefano Micelli, non può non esserlo.
In quegli anni con tanti colleghi artigiani sperimentavamo un posizionamento ambizioso. Tra i grandi nomi del lusso e la distribuzione organizzata cercavamo spazio con una proposta di valori e prodotti differenti, fatti su misura per il cliente e distribuiti direttamente anche attraverso la rete.nuovi italians
Eravamo così trascinati dalla nostra passione che non consideravamo nemmeno più i tanti commentatori del “piccolo è bello o brutto” a seconda del momento politico e di essere definiti “l’ossatura del paese” piuttosto che i “nani” che bloccavano il paese.

In questo contesto Futuro Artigiano più che un libro è stato un vero e proprio manifesto per il nostro movimento.

Stefano Micelli e Eric Schmidt Big Tent Roma 2013Il successo del libro e la sua penetrazione culturale in mondi importanti è stata fortissima. Ha coinvolto media nazionali e istituzioni pubbliche, mondo accademico e scuole professionali, fino ai mondi bancari e rappresentanze associative. Ha ispirato i big della tecnologia come Google eccellenze in digitale, Amazon e Samsung solo per citare gli esempi più eclatanti , in un percorso che solo qualche anno fa sembrava impossibile o addirittura folle.

Ma è soprattutto in rete che ha travato la sua sponda più grande dove oggi un pubblico eterogeneo, realizza ogni giorno attorno a Futuro Artigiano un pezzo di questa rivoluzione.

Futuro Artigiano ci ha accompagnato in questi sei anni irrobustendo di autorevolezza i progetti di tutti coloro che si sono rivisti nei protagonisti e nelle imprese raccontate nel libro.

Appena ho potuto ho letto avidamente Fare è innovare.

E’ un libro che scorre formidabilmente facendoti immergere questa volta nel presente, mostrando il mondo alla luce del nuovo lavoro artigiano e della rivoluzione ormai scatenata.

E’ bello passare in rassegna la scalata di questa riscoperta a scala internazionale: dai big della moda ai piccoli campioni italiani, dal duello positivo makers/artigiani a colpi di stampanti 3d e design, dalle birre artigianali italiane che conquistano il mondo.

Ancora una volta mi sono divertito a studiare e ad analizzare i moltissimi esempi citati di imprese artigiane oggi definite il “nuovo standard”, per citare il prof Micelli.
Ancora una volta la diversità rispetto ai molti libri sul tema è che l’analisi strategica emerge da sola, attraverso il racconto di esempi pratici di successo, attraverso la lettura di casi imprenditoriali emblematici capaci di ispirare e di generare cambiamento.

La terza rivoluzione industriale è iniziata, Il lavoro artigiano può contribuire al rilancio del paese giocando un ruolo fondamentale per la sua competitività. Chi non ne è ancora convinto?

Buona lettura a tutti!

Fare è innovare di Stefano Micelli

22 ottime ragioni per raccontare #Berto40

Ho un elenco infinito di domande che non sono riuscita a fare, appunti sparsi da trasformare in un libro e una gran voglia di ricominciare. Perché dopo Berto40 c’è stato Berto41 e, soprattutto, 22 interviste messe nero su bianco che hanno raccontato la forza di un’azienda matura, consapevole e rivoluzionaria. Ognuna unica e speciale, come la persona con cui ho chiacchierato e che ha accettato di scavare nel passato (chi più remoto chi meno) per offrire la sua esperienza.
Mi chiamo Valentina e ho incontrato tutti i miei colleghi per scrivere le interviste #Berto40.

Nome: Valentina Sala

Professione: mi occupo di marketing e comunicazione

Segni particolari: tratto la memoria storica della BertO come il più prezioso dei divani.

Anni di attività alla BertO: 3Berto40 intervista Valentina Sala

Il primo ricordo che ho dell’azienda:
Anni fa (2011 forse) ho partecipato a un convegno dove presentavano un’azienda molto forte nell’ambito della comunicazione. Studiavo Comunicazione Aziendale all’epoca e quella era una bella opportunità per capire cosa realmente facessero le aziende brave oltre che finire nei testi universitari. Sul palco c’erano due persone, padre e figlio. Il Berto più grande tra i due si chiamava Fioravante ed ha preso la parola per primo (Filippo dice che suo padre non parlava mai ai convegni, ma posso smentirlo). Tranquillo, per nulla intimorito dalle 150 persone che aveva davanti, voce sicura e potente che arrivava perfettamente pulita e lineare fino all’ultima fila di spettatori. Ha presentato l’azienda con poche e semplici parole, creando nell’immaginario di chi ascoltava una solidissima cattedrale di bellezza, professionalità, competenza, consapevolezza e cultura. Poi ha passato la parola al Berto giovane, Filippo, che ha parlato di come la loro azienda avesse creato un ponte tra la Brianza e il mondo. Alcuni anni dopo ho avuto la possibilità di fare un’esperienza all’interno di quella stessa azienda e ho avuto la fortuna di entrare a farne parte. Ma il mio primo ricordo si chiama Fioravante Berto.

Quale elemento hanno in comune le interviste Berto40
Tutte le interviste spiegano perché questa azienda è speciale: c’è grande dedizione, cura per il proprio lavoro, rispetto per chi l’ha costruita, passione ed emozione.
Dalla prima intervista a Pier Luigi Pistore, passando da Giorgio Berto a King Flavio Cairoli e Maurizio Riva fino all’ultima intervista a Filippo Berto,  è salita l’attesa per il proprio turno. Incontravo i miei colleghi in produzione e mi chiedevano: “sei qui per l’intervista?”. Entusiasti di descrivere la Brianza degli gli ’60, ’70, ’80 e quella del mese scorso, un aneddoto si incastrava con l’altro diventando un flusso infinito di storie raccontate con grandi sorrisi, a volte sottovoce come se stessero confessando segreti mai svelati. Però erano tutti molto preparati: citavano le interviste di chi era venuto prima di loro, aggiungevano particolari alle storie altrui.

Cosa è cambiato dal 2013, da quando sono arrivata.
Il sito, tante volte.
In tre anni sono nati i servizi BertO Progetti, BertO Su Misura (in quarant’anni di attività ci sono sempre stati divani su misura o progetti d’arredo, ma dal 2013 sono diventati servizi a tutti gli effetti, con una loro collocazione ben precisa e la richiesta è aumentata. I miei colleghi l’hanno confermato in tutte le interviste).
Il Crowdcrafting credo sia stata un’altra grande novità. Il mio ingresso alla BertO è coinciso con l’inizio del progetto DivanoXManagua, quindi per me è automatico pensare che le porte del laboratorio siano aperte e che il proprio divano possa essere realizzato con la partecipazione diretta del cliente. Ho imparato molto di più di quanto avessi mai potuto immaginare. DivanoXmanagua è stata un’iniziativa incredibile, seguita da Sofa4Manhattan e non vedo l’ora di poter aggiungere alla lista tanti altri progetti di cui essere fiera.

Il mio divano preferito
Fino a pochi giorni fa sicuramente il divano Ribot in pelle. Ma nella mia lista dei desideri c’è anche il letto Sorbonne in lino verde bosco o grigio antracite. Non posso svelarlo ancora, ma il nuovo divano che verrà presentato a brevissimo ha vinto su tutti: comfort raffinatissimo, design moderno, accogliente e dettagli esclusivi che lo rendono molto speciale. Per una piccola anteprima, vi aspettiamo nello showroom di Meda.

Cosa vuol dire Berto40?
Un’opportunità grandissima per prendere 40 anni di esperienza, storie, personalità e metterle al servizio di qualcosa di nuovo. Saper rileggere il proprio passato e custodirlo, trasformarlo, innovarlo, farlo ancora più grande. Essere una BertO40 è un grande onore e una bella responsabilità. BertO40 per me è stata una scuola. Ascoltare tutto quello che i miei colleghi hanno raccontato, cercare di trasferire il loro entusiasmo, trattare con grande rispetto e delicatezza la loro urgenza di salvaguardata una visione del lavoro, uno stile di vita, una fotografia personale di ciò che li rappresenta. Ancora Oggi.
Berto40 sono Pierluigi Pistore, Fabio Asnaghi, Nicoletta Barni, Carlo Riva, Flavio Cairoli, Arianna Croci, Matelda Bedendi, Maurizio Riva, Elisa Novara, Marco Tragni, Emilia Pfeifer, Pier Luigi Pauletto, Ronnie Mazzoni, Fabio Mirabella, Serafina Gallo, Giovanna Pavan, Davide De Robertis, Mariann Komlosi, Cristina Silenzi, Carlo Alberto Rosso. Infine Carlo/Giorgio e Filippo Berto che ringrazio infinitamente.

La poltrona Kingdom in denim al Kingpins Show di Amsterdam

La poltrona Kingdom è volata ad Amsterdam la settimana scorsa per il Kingpins Show edizione Aprile 2016.
Il suo merito? Essere una poltrona BertO+Berto.

poltrona capitonnè Kingdom Denim

Kingdom in denim nasce dall’incontro di due aziende che, il caso vuole, abbiano lo stesso nome: BertO tappezzeria sartoriale di Meda (noi) e Berto industria tessile (loro), storica azienda padovana che produce tessuti di alta qualità, vincitrice del Best Fabric award 2015 ai Global Denim Awards di Amsterdam.

Il rivestimento è stato selezionato all’interno della collezione Victoria Royal by Berto, ottenuta attraverso la combinazione di due filati: Lycra ®Dual Fx® e Tencel ® (fibra di ultima generazione ricavata dalla polpa di legno di eucalipto). Queste due fibre si caratterizzano per la loro elevata resistenza e, per questo, permettono di ottenere tessuti con ottime performance prolungate nel tempo  e negli utilizzi.

Con Berto industria tessile abbiamo realizzato anche le Poltrone Vanessa Capitonné esposte alla mostra New Craft in occasione della XXI Triennale di Milano.

Poltrona Vanessa capitonné berto triennale milano

Per il futuro stiamo già lavorando a nuovi #DenimProgetti e collaborazioni by BertO+Berto.
Stay Tuned!

Per maggiori informazioni sulle poltrone in denim scrivi a servizio.clienti@bertosalotti.it oppure chiamaci al numero 0362-333082.

Victoria Royal per la poltrona kingdom by berto

 

poltrona capitonnè kingdom in denim blu

 

poltrona-kingdom-denim-berto-(21)

Welcome to Bertostory

Add you text here. Leave this and the heading blank to remove this completely.

FOLLOW US!

Facebook Twitter GooglePlus Follow Me on Pinterest YouTube Flickr

Gli argomenti di Bertostory

video